PD: ALLARGARE LE AREE FUNZIONALI DELLA REGIONE PER RILANCIARE L’ABRUZZO INTERNO

L’ampliamento delle aree funzionali, già individuate dalla Regione, per rilanciare un’idea che può segnare una svolta per le aree interne. L’ipotesi di sette aree funzionali che oltre L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo, comprendano anche Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, è stata rilanciata oggi pomeriggio in un convegno promosso dal Pd, nella sala conferenze della Comunità montana peligna. Ad illustrare il progetto sono stati Roberto Mascarucci, coordinatore scientifico della ricerca Abruzzo 2020 e professore ordinario di urbanistica nell’Università degli Studi “d’Annunzio” di Chieti-Pescara oltre che presidente del Corso di Laurea in Pianificazione del Territorio e dell’Ambiente, l’architetto Aldo Cilli professore nella Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi “d’Annunzio” di Chieti-Pescara dove si occupa in prevalenza di pianificazione urbanistica, territoriale e strategica, il professore Aldo Ronci ricercatore ed esperto di sistemi economici. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Giovanni Ruscitti. Oltre i tecnici sono intervenuti la senatrice Stefania Pezzopane e il segretario del circolo cittadino Pd, Sergio Dante ed in platea anche il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. “La divisione del territorio abruzzese in sette aree funzionali non è una novità – ha precisato Aldo Ronci – infatti il dipartimento di architettura dell’università d’Annunzio ha avuto il merito di pubblicare uno studio su questo progetto”. Con le aree funzionali Sulmona e il Centro Abruzzo verrebbero reinseriti nella politica di sviluppo regionale, sarebbero destinatari di risorse per lo sviluppo urbano, potrebbero avere finalmente una funzione attiva nella programmazione del proprio sviluppo. Nel convegno è emerso come le aree funzionali potrebbero essere risposta concreta alla grave crisi che affligge da anni il capoluogo peligno e il suo territorio, oggi colpiti dal declassamento dell’ospedale dell’Annunziata, dalla ventilata soppressione del Tribunale, dal depauperamento di aziende e dall’impoverimento costante di servizi ai cittadini.