E’ TORNATA LA VOCE DEL CAMPANONE DELL’ANNUNZIATA CON IL CANTO DI “CAULE E PESCE”

E’ tornata stasera la “voce” del “campanone” dell’Annunziata a suonare il tradizionale “caule e pesce”. Ma quest’anno i sulmonesi hanno atteso il suono del tradizionale annuncio del Natale, ad un mese esatto dalla festa, nella chiesa dell’Annunziata. L’idea di alcuni sulmonesi è stata quella di far precedere il suono del campanone da un omaggio musicale curato dall’Orchestra “Musicalmente insieme”, tutta composta da giovani studenti e alunni del Polo scientifico-tecnologico e della scuola media “Serafini” che hanno presentato brani della tradizione natalizia. Un omaggio floreale alla chiesa e alla presidente della Casa Santa lo hanno voluto riservare i piccoli alunni della scuola materna Regina Margherita. Ad accogliere subito con entusiasmo l’idea di questo omaggio musicale è stato il presidente della Casa Santa dell’Annunziata, Catia Puglielli. “Questo è solo il primo di una serie di eventi che l’ente che mi onoro di presiedere organizzerà, perché vogliamo essere fonte di unione tra i sulmonesi anche attraverso la riscoperta delle nostre tradizioni più care e più significative – ha sottolineato la presidente Puglielli – sono contenta della risposta dei sulmonesi a questa iniziativa nata in pochi giorni, è stata numerosa la partecipazione dei concittadini a questo evento, un segno positivo in un anno vissuto tra tanti momenti di dolore e di ansia”. Don Aladino De Iuliis, amministratore della diocesi di Sulmona, ha tenuto una breve meditazione sul significato delle festività natalizie, concludendo con una preghiera. Infine Fausto Gabriele, che ha in affidamento la custodia della chiesa dell’Annunziata e materialmente muove le campane, ha raccontato le origini della tradizione di “caule e pesce”. “Sono contenta dell’idea che la presidente della Casa Santa ha realizzato stasera e gliene siamo tutti grati – ha concluso Adalgisa Cocco, insegnante del Liceo scientifico – è stata un’idea nata per valorizzare un’antica tradizione, tutto partito da un’occasionale conversazione con Giuseppe Fuggetta, anche lui sensibile alle tradizioni sulmonesi”.