IEZZI LASCIA IL PARCO MAIELLA E ACCUSA IL PRESIDENTE D’ALFONSO (video)

Con l’amaro in bocca Franco Iezzi venerdi prossimo lascerà la presidenza del Parco nazionale della Maiella, alla scadenza del mandato. Il volume “Un racconto per immagini” è la sintesi dei cinque anni trascorsi da Iezzi alla guida dell’ente, con testi e fotografie distribuiti in dieci capitoli, che illustrano le attività svolte dal Parco Maiella, dal 2012 ad oggi. Ma dopo aver sfogliato il raffinato volume Iezzi si toglie qualche sassolino dalle scarpe e comincia dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. “Il presidente mi ha ostacolato, dopo un periodo di rapporti cordiali – ha raccontato Iezzi – ha avuto un atteggiamento minaccioso nei miei riguardi e in un’occasione ho deciso di scrivergli chiedendogli di avere riguardo sia per la mia persona che per l’ente che rappresento”. Iezzi ha ricordato che il conflitto con D’Alfonso nacque quando dopo un incontro pubblico con ventisei sindaci il presidente della Regione disse che mi avrebbe mandato via dalla presidenza del Parco. Una reazione che secondo Iezzi sarebbe stata provocata dalla contrarietà del Parco Maiella ad un progetto previsto dal Masterplan della Regione nell’area della Maielletta. Da quel momento sarebbe cominciata l’ostilità di D’Alfonso contro il presidente del Parco Maiella. Ma Iezzi non ha risparmiato critiche nemmeno verso l’attuale amministrazione. “Sul progetto lo Spirito d’Abruzzo previsto dal masterplan regionale, finanziato per tredici milioni di euro, il Comune non ancora fa nulla, tutto tace e dal Comune dipende l’attuazione di questo progetto tanto importante” ha precisato Iezzi. Sull’eventualità di un rinnovo del suo mandato Iezzi assicura che non è interessato, aggiungendo con un pizzico di risentimento che né il sindaco Annamaria Casini né l’assessore regionale Andrea Gerosolimo hanno mosso un dito per sostenere una sua conferma. Ma quel che è più grave è il fatto che il Parco adesso andrà incontro ad un lungo periodo privo di una guida. “Per marzo sono previste le elezioni politiche, questo significa che presto le Camere saranno sciolte – ha spiegato il presidente uscente – quindi per la nomina di un nuovo presidente, che spetta al ministro dell’Ambiente, sentite le commissioni competenti di Camera e Senato, bisognerà attendere la nascita di un nuovo governo e quindi prevedo tempi lunghi”. Iezzi dapprima ha preferito non pronunciarsi su eventuali candidature alla presidenza del Parco ma poi alludendo alle voci riguardanti quella di un imprenditore sulmonese si è sbottonato. “Penso che non siano indicati alla guida dell’ente parco né ambientalisti che definisco talebani, né manager che però hanno esperienza solo nel settore privato” ha detto Iezzi. “Però prima della mia presidenza quasi non esisteva rapporto tra Sulmona e il Parco, perché finora si sono ignorati a vicenda” ha concluso.