LA TRAGEDIA DEL GENERALE CONTI, IL MOVENTE NELLA LETTERA AI FAMILIARI

Il movente del gesto estremo del generale dei Carabinieri Forestali Guido Conti affiorerebbe in una lettera lasciata ai familiari, poco prima che la tragedia si consumasse. Il contenuto della lettera è stato rivelato dall’agenzia AdnKronos. Nella lettera alla moglie e alle figlie Conti racconta di non essere riuscito a superare il dolore e il senso di angoscia per le vittime della tragedia di Rigopiano. Nella lettera Guido Conti scrive: “Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma”. Ma nella drammatica ultima missiva Conti precisa anche: “Non per l’albergo, di cui non so nulla, ma per l’edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?”. Conti conclude poi la lettera con espressioni di grandissimo affetto per la famiglia, esortandola ad andare avanti nella vita di ogni giorno, nonostante la sua assenza. Intanto in queste ore viene allestita la camera ardente, nell’aula d’udienza del Tribunale, a pianterreno del palazzo di Giustizia. Il rito delle esequie si svolgerà domani, lunedi 20 novembre, alle 15, nella chiesa di S.Maria della Tomba. Il corteo funebre si avvierà da piazza Capograssi.