MURI IMBRATTATI A SCUOLA, PAGANO I RAGAZZI

Chi rompe paga e chi sporca pure. La regola, contestata subito da alcuni genitori, è stata fissata dalla dirigente scolastica dell’istituto Panfilo Serafini, Elvira Tonti dopo che gli alunni di una classe media  hanno imbrattato i muri della loro aula che erano stati ritinteggiati solo qualche giorno prima. La dirigente ha così ritenuto di punire i ragazzi non con note disciplinari ma colpendoli direttamente nelle tasche. Tutti, indistintamente. Ogni alunno della II F dovrà versare 2 euro come contributo per le spese che l’istituto ha già sostenuto, per ripulire le pareti dai segni lasciati dai ragazzi. Pedate, disegni e scarabocchi in grande quantità sui muri che hanno vanificato tutta l’opera di pulizia fatta nei giorni precedenti. L’edificio scolastico infatti è da tempo oggetto di adeguamento sismico e molte aule rimesse a nuovo, sono state riconsegnate con l’inizio dell’anno scolastico. Tra queste quella imbrattata dai ragazzi, i quali dopo l’episodio hanno fatto quadrato. La preside davanti al silenzio degli alunni che non hanno voluto rivelare i nomi dei responsabili, si è vista costretta a un provvedimento generalizzato. “Insieme alla preside abbiamo deciso di far rispettare il decoro della scuola introducendo una nuova regola per disciplinare le intemperanze gratuite degli alunni e insegnare loro il rispetto dei beni comuni: Chi rompe paga e chi sporca pure”, afferma il vice preside Vincenzo Intenza, “i ragazzi d’altronde erano stati già avvertiti delle conseguenze cui sarebbero andati incontro nel caso in cui avessero provocato danni alle strutture scolastiche”. Una regola che ha diviso il fronte dei genitori non tutti concordi con la decisione della preside di punire tutti i ragazzi indistintamente. “Mio figlio non ha nessuna colpa di quello che è accaduto”, afferma una mamma. “Me lo ha garantito lui stesso e io gli credo. Non ne faccio una questione di soldi, tra l’altro due euro sono poca cosa, ma ne faccio questione di principio perché ritengo che la regola imposta per tutti i ragazzi non sia educativa”. Di parere opposto altri genitori che invece ritengono giusto il provvedimento della dirigente scolastica. “Si tratta di un piccolo contributo ma che ha un grande significato”, sottolineano altre due mamme, “coinvolgere tutti i ragazzi vuol dire responsabilizzare l’intera classe. In questo modo anche chi non si è macchiato del discutibile comportamento, può trarre lezione e convincere i propri compagni a rispettare le regole. Siamo completamente in linea con la preside anzi riteniamo che questa sia una vera e propria lezione di educazione civica impartita a tutti gli alunni dell’Istituto”.