RAVE PARTY, PARLANO GLI ORGANIZZATORI: ABBIAMO VOLUTO LA FESTA PER DENUNCIARE UN PERICOLO PER L’AMBIENTE

“Abbiamo scelto come luogo della nostra festa proprio quel capannone per porre l’attenzione delle autorità, del sindaco e di chi se ne occupa, sul fatto che l’intera copertura del tetto dell’ex capannone Saba di circa cinquecento metri quadrati è completamente realizzato con un materiale chiamato eternit, cioè amianto”. A parlare è uno degli organizzatori del rave party che per tre giorni ha tenuto impegnati decine di uomini tra carabinieri e poliziotti chiamati a vigilare sulla manifestazione abusiva. Al termine dei controlli infatti sono state denunciate oltre trecento persone, con l’accusa di occupazione abusiva di capannone industriale e organizzazione di un evento pubblico non autorizzato. “Se volevamo fare un rave per divertirci – prosegue Martin Sorrentino, che parla a nome di tutti i raver presenti all’occupazione – ascoltare musica techno andavamo nelle bellissime zone montane attorno al capannone che dal giorno della costruzione continua ad essere inquinante. Giovedi mattina abbiamo avuto la piacevole visita dei proprietari della struttura e abbiamo colto l’occasione per porre loro una domanda: entro quanto tempo avevano intenzione di iniziare i lavori di smantellamento e di bonifica del materiale tossico, dandogli anche la magnifica idea di vendere le tonnellate di gesso accumulate nel magazzino adiacente a quello principale per ricavarne i soldi necessari evitando anche di continuare a fare respirare polveri nocive ai lavoratori del panificio e delle fabbriche adiacenti”. Richieste che hanno colto di sorpresa gli stessi proprietari dell’immobile i quali hanno aggirato la questione annunciando che li avrebbero invece denunciati tutti. “Le loro risposte sono state vaghe, inutili ed evasive – incalzano i raver – insistendo che quella struttura è di loro proprietà e che saremmo stati denunciati tutti. Le risposte dei carabinieri, appostati fuori e poi entrati in abiti civili, confondendosi con gli altri presenti, sono state pressoché identiche. E’ ormai assodato che una buona parte di chi frequenta questi eventi vi partecipano per la presenza di sostanze, ma questa volta non è stato così: abbiamo organizzato la festa per denunciare una situazione pericolosa, per questo vorremmo che qualcuno ci desse voce”.