PRIMA UDIENZA IN TRIBUNALE PER L’UCCISIONE DELL’ORSO, LE PARTI CIVILI CHIEDERANNO PENA ESEMPLARE (video)

 

E’ stato rinviato al prossimo 14 novembre il processo a carico di Antonio Centofanti, 61 anni, dipendente Anas, residente a Pettorano sul Gizio, che nel settembre di tre anni fa uccise a colpi di fucile un orso marsicano. Nella prima udienza il giudice del Tribunale di Sulmona, Concetta Buccini, che sostituiva il titolare del processo, giudice Marco Billi, ha proceduto alla costituzione delle parti. Assente l’imputato che è stato dichiarato contumace. Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile il Wwf Abruzzo, l’associazione Salviamo l’Orso, la Lav, Abruzzo Natura e il Parco nazionale d’Abruzzo (Pnalm).  “Siamo convinti della bontà della ricostruzione dei fatti operata dal pubblico ministero che ha svolto indagini molto accurate, facendo fare un’autopsia ed una perizia balistica, tanto che si è convinto della volontarietà e quindi della dolosità dell’uccisione dell’orso – afferma l’avvocato del Wwf, Michele Pezone – noi ci siamo costituiti parte civile contro l’autore di questo fatto”. All’imputato è stato contestato il reato di uccisione di animali di specie protetta che prevede la pena massima di due anni di carcere. “L’orso bruno marsicano è un animale in via di estinzione – prosegue l’avvocato – ne sono rimasti solo una cinquantina di esemplari, quasi tutti nella nostra regione. Negli ultimi ottant’anni sono stati moltissimi i casi, quasi un centinaio, di orsi uccisi per mano dell’uomo, avvelenati o colpiti con armi da fuoco e quindi questo è uno dei pochi casi in cui è stato individuato l’autore di una di queste condotte ed è bene quindi che si vada fino in fondo alla vicenda, che si accertino le responsabilità per le quali chiederemo una pena esemplare”. L’avvocato ha poi annunciato che anche il Pnalm si è costituito parte civile e seguirà con attenzione la vicenda. “L’uccisione di un orso compromette anche la salvaguardia non solo della specie protetta ma anche dell’equilibrio ambientale e dell’intero ecosistema, compito nostro e delle istituzioni è quello di favorire sempre più una pacifica convivenza con l’orso. E’ possibile, ci sono progetti finanziati anche dall’Europa, per consentire all’orso di vivere nel suo habitat senza disturbare l’uomo e senza avvicinarsi troppo agli ambienti antropizzati” ha concluso l’avvocato Pezone.