DENUNCIA DEI MEDICI CATTOLICI SU CARENZE CENTRO TRASFUSIONALE DELL’OSPEDALE

Il Centro Trasfusionale di Sulmona già da tempo è costretto a funzionare solo con l’impegno di un dirigente medico, coadiuvato temporaneamente da un collega prestato al servizio, che si alternano, per coprire oltre al normale turno di lavoro ( raccolta del sangue da donatori volontari al mattino, screening per tutto il Presidio Ospedaliero etc..) i turni di reperibilità pomeridiana e notturna ( per le urgenze riguardanti la distribuzione del sangue, terapia salvavita nelle malattie emorragiche ), che venivano coperti precedentemente da un organico di tre dirigenti medici e da un dirigente biologo. La denuncia viene dall’associazione Medici Cattolici. “Noi Medici cattolici, ( “il posto della Medicina è tra le correnti della vita , non sulla riva” ) coscienza critica in questa società ossessionata dall’immagine ma sempre più priva di contenuti, non vogliamo tutelare interessi corporativi – premette subito il presidente dell’associazione, Luca Pupillo – ma essere attenti affinché il lavoro medico sia svolto in condizioni di dignità. Nell’esprimere la più completa solidarietà ai due colleghi nello specifico, e a tutti i colleghi medici ed operatori sanitari che vivono una situazione analoga all’interno dell’ospedale di Sulmona, chiediamo in quale modo il datore di lavoro stia esercitando la tutela del giusto riposo e come intenda affrontare e risolvere le criticità esistenti, ritenendo di affermare e difendere un punto di equilibrio geografico e territoriale per la nostra sanità con una programmazione che comporti un impegno costante nel tempo garantendo quantità, qualità, efficacia, efficienza”. I Medici Cattolici ritengono che l’ospedale sulmonese e la sanità peligna siano ormai “molto distanti da quel modello di Sanità auspicato e discusso nel convegno regionale della nostra associazione “La Sanità che vogliamo…” che si tenne il 30 novembre 2013, dove si evidenziò, la mancata copertura, in essere già da alcuni anni, di più “posti apicali” vacanti nel presidio di Sulmona, tacita spoliazione nel complice silenzio, e ricordiamo, tra gli altri, il puntuale ed esaustivo intervento dell’attuale governatore della Regione che ci fece sognare una realtà che purtroppo oggi non è”. “Il presidio ospedaliero di Sulmona, mi piace evidenziare inoltre, è una struttura che possiamo definire “di frontiera”, posta a valle dell’Alto Sangro e dell’Alto Sagittario, situato nel territorio della Valle Peligna, zona a rischio sismico del massimo grado: “Zona 1 vuol dire zona di pericolosità più elevata, potendosi verificare eventi molto forti, anche di tipo catastrofico”, ( così menziona l’OPCM 2003 ) che andrebbe, al contrario, potenziato con personale adeguato e non depauperato per mancanza di “cosiddetti fondi regionali”, questa è la triste risposta che si riceve. Purtroppo la storia, anche la più recente, sembra ancora non insegnare a dovere” continua Pupillo concludendo che “chi ha responsabilità decisionali sia dotato di coralità, progettualità, lungimiranza, concretezza, sia guidato da una forte esigenza etica, sia testimone di legalità, persegua il bene comune”.