SANITA’, MAGGIORANZA RINUNCIA AD OSPEDALE I LIVELLO E RICICLA L’OSPEDALE “UNO E TRINO”

La maggioranza rinuncia ancora una volta a reclamare con decisione l’ospedale di primo livello per Sulmona, “riciclando” dal passato l’ipotesi di un ospedale unico Sulmona-Castel di Sangro-Popoli e come sempre in casi delicati ricorrendo al palliativo dell’istituzione di una commissione tecnico-politica che individui la strada giusta per arrivare all’obiettivo dell’ospedale “uno e trino”. Questa la sostanza dell’ordine del giorno votato questa mattina in aula consiliare, da un Consiglio comunale di nuovo diviso sulla sanità. L’ordine del giorno, votato dai gruppi di maggioranza, ha avuto l’astensione della minoranza, con Forza Italia che ha votato contro. Il documento era stato preparato dal sindaco Annamaria Casini e dal consigliere Mauro Tirabassi con i consiglieri di minoranza Fabio Ranalli e Francesco Perrotta. “Nelle premesse possiamo condividere l’ordine del giorno che ribadisce le difficoltà della sanità peligna – hanno detto a più riprese i rappresentanti della minoranza – ma non possiamo condividere le conclusioni”. “In questo documento manca un atto di coraggio” ha concluso Fabio Ranalli, sperando in un documento più incisivo. In effetti Tirabassi ha lavorato per mediare e rimediare anche a quell’ordine del giorno dell’estate 2016 che in effetti chiedendo solo più servizi per l’ospedale accettava supinamente il declassamento dell’ospedale. Oggi la maggioranza sperava di recuperare con una soluzione rispolverata da ipotesi di anni ormai lontani. Come ammesso dal consigliere Andrea Ramunno, che in chiusura del dibattito, ha dichiarato che “è stata una scelta precisa della maggioranza di non parlare di primo livello, per privilegiare i contenuti”. L’ospedale declassato tenta insomma scorciatoie per una sua riclassificazione, restando ospedale di base, con qualche contentino in cui sperare per il futuro, come “gentile concessione” della politica regionale. E Luigi Santilli, tra l’imbarazzo di una maggioranza che difende lo stato di cose attuale e la minoranza, in prevalenza Pd, che invece spinge per un affondo verso la politica regionale della giunta D’Alfonso, si lascia scappare una verità: “Qui siamo tutti di centrosinistra”, a dire l’anomalia che vive l’attuale consiglio comunale, espressione in gran parte di due facce della stessa medaglia.