GASDOTTO SNAM, PRATOLA INSIEME: DI NINO E FORZA ITALIA SOLO ORA CONTRARI AL PROGETTO

Il sindaco Antonella Di Nino sul problema del gasdotto Snam avrebbe dovuto coinvolgere i gruppi di minoranza “ancora una volta mortificati”. L’obiezione al sindaco, che ieri ha ribadito la sua contrarietà al progetto di gasdotto, viene dal gruppo di minoranza “Pratola Insieme”. Che però rincarala dose e ricorda anche come il sindaco, quando era vice presidente della Provincia, insieme al suo partito, Forza Italia, non sarebbe stata contraria al progetto Snam. “Ricordiamo, anzi, che il suo partito, Forza Italia, quando governava la Regione non ha partecipato alle conferenze dei servizi dimostrando totale disinteresse sul tema – sottolinea Pratola Insieme – è troppo semplice esprimere contrarietà al progetto oggi, quando i poteri sulla procedura sono limitati se non pressoché nulli. La Di Nino avrebbe dovuto agire allora, tra le altre cose, invitando il suo presidente, Gianni Chiodi, a partecipare alle conferenze dei servizi e, sopratutto, ad impugnare il decreto di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente”. “In un articolo del 2012 i comitati ambientalisti hanno profondamente stigmatizzato il comportamento di Forza Italia ed hanno rilevato come in un verbale del tavolo del Ministero dello Sviluppo economico l’allora vice presidente Di Nino si mostrò accondiscendente al progetto dichiarando che “gli uffici tecnici si sono dichiarati per la non contrarietà all’opera” prosegue il gruppo consiliare. “Noi siamo sempre stati convinti che la realizzazione del metanodotto e della centrale di decompressione arrecherebbe danni incalcolabili non solo alla città di Sulmona ma all’intero comprensorio peligno e per questo deve essere contrastata con ogni mezzo. Siamo contenti che la Di Nino sia rinsavita e voglia finalmente assumere una posizione chiara e decisa sulla “questione Snam”, contrariamente alle scelte assunte in passato da lei e dal suo partito, scelte gravemente dannose per il nostro territorio e la comunità nella sua interezza – conclude il gruppo – speriamo soltanto che non sia troppo tardi e che il sindaco non debba piangere le classiche lacrime di coccodrillo”.