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MAPPA DELLA VULNERABILITA’ SISMICA, PRIMI PASSI DEL PROGETTO “SULMONA CITTA’ SICURA” (video)

Una radiografia del patrimonio pubblico e privato esistente in città e della sua condizione effettiva, in relazione alla vulnerabilità sismica, a scopo di prevenzione del danno sismico, così da disporre di una mappa della vulnerabilità. Questo è l’obiettivo primario del progetto Sulmona Città Sicura presentato questa mattina, a palazzo S.Francesco, dalla responsabile architetto Maria Grazia Del Cimmuto, da altri suoi colleghi, da ingegneri, geologi e geometri che aderiscono al progetto e che lo scorso 3 febbraio hanno fondato l’associazione Tecnici pere Sulmona Città Sicura. L’iniziativa è nata subito dopo l’assemblea svolta nel novembre scorso, nell’aula consiliare di palazzo S.Francesco, convocata dal sindaco Annamaria Casini. “Fare sistema tra amministratori pubblici, enti, istituzioni territoriali, tecnici, associazioni di volontariato, protezione civile per una strategia mirata alla prevenzione e alla sicurezza è lo scopo che tutti ci prefiggiamo” ha precisato il sindaco Casini. “Attraverso queste iniziative vogliamo cambiare mentalità e comportamenti tenuti finora rispetto al problema del terremoto – ha proseguito il sindaco – ben consapevoli di vivere in una zona ad elevato rischio sismico ma anche convinti della necessità che un eventuale sisma non debba trovarci impreparati ma capaci ad affrontare la realtà, reagendo ad essa e guardando quindi al futuro stesso di questo territorio”. Il gruppo di tecnici aderenti al progetto Sulmona Città Sicura ha avviato il lavoro di elaborazione di una scheda di rilevazione, di reperimento degli studi esistenti, di organizzazione della cartografia, di organizzazione di un database e di preparazione di convenzioni di collaborazione con enti pubblici e privati. “I tecnici, con la politica e con l’imprenditoria del settore dell’edilizia ma anche altre categorie professionali, come gli avvocati, sono gli artefici di questo progetto di Città Sicura” ha precisato l’architetto Del Cimmuto. Mentre il geologo Katia Di Nisio ha spiegato come sia urgente la necessità di una mappatura della vulnerabilità della città, considerando che finora “non esiste un’idea generale della città sul piano della sicurezza sismica”. “Spesso s’incontrano proprietari che ci ricordano la resistenza mostrata dagli edifici cittadini in occasione di diversi eventi sismici – ha concluso il geologo – ma va detto che eventi sismici diretti, con epicentro in questo territorio, per fortuna, finora non ci sono stati ma il discorso potrebbe cambiare di molto davanti ad un evento sismico provocato, per esempio, dalla faglia del Morrone”. Queste considerazioni devono spingere ad agire con efficacia verso una strategia della prevenzione.