STAZIONI ABBANDONATE, STUDENTI POLITCENICO MILANO A SULMONA PER LABORATORIO SPERIMENTALE
Trenta studenti del Politecnico di Milano -Dipartimento Architettura hanno scelto la Stazione Sulmona-Introdacqua per un nuovo laboratorio sperimentale, nell’ambito del loro percorso universitario, per il recupero delle aree dismesse, in linea con il progetto RFI “Adotta una stazione”. A fare da cicerone è stato Rino Di Fonzo, componente dell’associazione Transappennino, che da anni si occupa delle reti ferroviarie appenniniche. I giovani hanno incontrato il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, insieme agli amministratori dei Comuni coinvolti e ai rappresentanti delle istituzioni locali. Importante è stato l’incontro, a fine giornata, con l’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo, il quale ha mostrato apprezzamento, entusiasmo a sostegno all’iniziativa, poiché in sintonia con l’ attuale mission politica del suo assessorato, nell’ambito degli incontri in sinergia con i sindaci delle aree interne montane abruzzesi. Gli studenti avevano già sperimentato lo scorso anno una positiva esperienza, con il laboratorio PostAzioni Subequane Ambienti Resilienti, sempre per il recupero funzionale della stazione ferroviaria di Molina Aterno, per lo sviluppo ecosostenibile di tutta l’area alle propaggini del Monte Sirente. La scelta della stazione Sulmona-Introdacqua, che ad oggi versa in uno stato di abbandono, non è casuale: la coordinatrice del progetto, Emilia Corradi, docente del Politecnico milanese (di origini abruzzesi) insieme alla sua collega Raffaella Massacesi, già ricercatrice assegnista presso l’Università D’Annunzio di Pescara, è autrice di un’interessantissima pubblicazione intitolata “Infrastrutture minori nei territori dell’abbandono – Le reti ferroviarie” (ed. Aracne 2016).. Questa stazione ricade in un territorio ad alta valenza turistico ambientale e coinvolge i comuni di Introdacqua, di Pettorano, di Sulmona, e i due Parchi nazionali della Majella e d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il progetto non è limitato al recupero dell’edificio, ma punta alla riabilitazione urbana, sociale ed economica del posto e del contesto ambientale territoriale, nella prospettiva di uno scenario per lo sviluppo locale sostenibile.Il gruppo di lavoro, nel procedere a raccogliere ogni utile informazione e, dopo il sopralluogo ed i rilievi fotografici per gli elaborati, si è riunito, Gli elaborati realizzati saranno oggetto di un’esposizione e al centro di incontri pubblici che si terranno, a fine percorso, nella Valle Peligna. Non avranno però la fortuna di andare alla Biennale di Venezia, così come accaduto per le PostAzioni Subequane, in quanto quest’anno accademico non coincide con l’importante evento che si può svolgere ad anni alterni nell’Arsenale della Serenissima.





