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BUONI PASTO DELLE SCUOLE DISCRIMINANTI, PROTESTANO I GENITORI

I genitori degli alunni dell’Istituto comprensivo Lombardo-Radice e Ovidio protestano per le nuove tariffe della refezione scolastica e per la distribuzione dei buoni pasto di colore diverso per distinguere le diverse fasce di reddito. A farsi portavoce del disagio delle famiglie ĆØ stato il presidente del Consiglio d’istituto dell’Istituto comprensivo Lombardo-Radice e Ovidio, Pierluigi Marzi, che ha inviato una lettera alla dirigente scolastica Annamaria Caputo, a conclusione di un’assemblea con i genitori. MetĆ  delle famiglie interessate hanno rinunciato ad usufruire del servizio mensa, per il costo non sostenibile del pasto, facendo portare ai figli un pasto preparato da casa. Una scelta che ha provocato di conseguenza disagi all’organizzazione dell’istituto. Infatti per necessitĆ  igienico-sanitarie gli alunni che portano il panino da casa non possono mangiare a mensa, con gli altri. Inoltre alcune famiglie residenti in comuni limitrofi, come quelle del Bagnaturo di Pratola, non possono ottenere alcuna agevolazione sul costo del pasto. Ā Riguardo invece alla distribuzione di biglietti di colore diverso, secondo le fasce di reddito, appare ai genitori “estremamente discriminante”. Per trovare soluzioni ai problemi segnalati i genitori si sono impegnati ad avviare incontri con la dirigenza scolastica, l’Asl ed il Comune. All’amministrazione comunale i genitori chiedono il ritiro immediato dei buoni pasto di colore diverso e l’affidamento del servizio di refezione scolastica con regolare bando europeo. Infine ennesime richieste vengono fatte sulla necessitĆ  di garantire la piena sicurezza dell’edificio scolastico. Venendo incontro alle richieste dei genitori l’assessore comunale Paolo Santarelli ha giĆ  dichiarato che i colori dei buoni pasto saranno uniformati, sebbene la diversa colorazione era stata pensata sia per motivi di contabilitĆ  che per prevenire scambio di biglietti tra famiglie con diverso reddito. Invece la preside dell’Istituto comprensivo ha chiarito che “il problema dei buoni pasto non tocca all’istituto risolverlo ma al Comune” mentre per la questione del pranzo la preside ha precisato che “il momento del pranzo a mensa ĆØ occasione di socializzazione tra gli alunni ma abbiamo le mani legate, perchĆ© la Asl ha imposto di separare i ragazzi con il panino da quelli che usufruiscono del pasto a mensa, per ragioni igienico-sanitarie”.

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