IMPRENDITORE SULMONESE A GIUDIZIO PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

Era stato accoltellato dalla figlia a conclusione di una violenta lite esplosa in casa ma ora l’imprenditore sulmonese, Leo Giampietro, 62 anni, è stato rinviato a giudizio dal gip Marco Billi, con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi familiari, lesioni aggravate, violenza privata e minacce aggravate. In una drammatica serata, in un condominio di via Corvi, il 2 settembre di un anno fa scoppiò una tremenda lite tra l’imprenditore e la figlia. La ragazza, in preda all’ira, sferrò un colpo di coltello contro il padre. La lama del coltello sfiorò organi vitali e solo per un caso fortuito l’uomo non restò ucciso. Le tensioni però tra padre e figlia erano continue. Secondo le accuse che sono alla base del rinvio a giudizio, l’imprenditore avrebbe minacciato e picchiato la ragazza ma anche la moglie in più occasioni. La difficile convivenza tra l’uomo da una parte e le due donne dall’altra venne alla luce definitivamente dopo quella terrificante serata. La figlia venne quindi allontanata da casa. Una misura cautelare per evitare altri drammatici episodi. La moglie, dopo lo scontro tra padre e figlia, denunciò tutto alla polizia. Intanto la famiglia Giampietro dovrà essere in aula sia il prossimo 28 gennaio, per il processo a carico della figlia di Leo Giampietro accusata di lesioni, per l’episodio del 2 settembre 2015, sia l’11 aprile del 2017 per il processo a carico dell’imprenditore.