LA GS AURORA DA’ UN CALCIO AL RAZZISMO E ACCOGLIE IN SQUADRA TRE PROFUGHI

Quando l’integrazione passa dallo sport, dando un calcio al razzismo. Indosseranno la stessa maglia rossoblù, condivideranno con i compagni di squadra il rettangolo di gioco, saranno fianco a fianco nella vittoria come nella sconfitta, con la stessa passione per quello che viene definito il gioco più bello del mondo. Tre ragazzi migranti ospiti nell’ Europa Park Hotel giocheranno con la Gs Aurora, nel campionato di terza categoria a Sulmona.   “La Gs Aurora è fiera di dare il benvenuto ai nuovi arrivati, da oggi del nostro stesso colore, il rossoblu. Siamo lieti di accoglierli nel nostro organico” affermano i componenti della squadra peligna, ribattezzata “la squadra dei due mondi”, con richiamo voluto a Garibaldi. “Non siamo così arroganti da paragonarci all’eroe dell’Unità d’Italia, ma di sicuro vogliamo richiamarci ai suoi valori. In campo siamo tutti giocatori, uniti nello stesso obiettivo. Per questo abbiamo deciso di dire la nostra e noi non vogliamo rispedirli a casa loro, per noi sono i benvenuti, siamo decisi a fare la nostra parte per farli sentire come a casa, per integrarli nella nostra società, nelle nostre vite. Tutti hanno diritto ad una chance, e noi nel nostro piccolo non ci tiriamo indietro, il calcio può essere veicolo di civiltà, dando un calcio deciso al razzismo che sappiamo purtroppo essere presente e difficile da sradicare”. AggiungonoLa Gs Aurora, come fa ogni domenica da 60 anni, scende in campo, decisa, pronta a lottare. Il calcio è solo un gioco, troppo spesso inquinato da fatti oscuri che ne minano la credibilità. Ma noi sappiamo che il calcio è anche molto altro, può essere bello, e a volte può dare segnali, forti, dal rumore assordante. Dal Ghana come dal Gambia passando per la Nigeria, musulmani o cristiani, diamo importanza a quello che ci unisce, quello che ci differenzia non ci interessa, all’interno del campo di gioco, che tu sia bianco o nero non importa, quello che conta è che tu abbia fiducia nel tuo compagno di squadra, che tu sia pronto a correre in suo aiuto se difficoltà, un goal non ha colore, non ha religione, un goal vale uno, chiunque sia a buttare la palla in rete.”