CERIMONIA PER LA RIAPERTURA AL PUBBLICO DELLA CATACOMBA PALEOCRISTIANA A CASTELVECCHIO

A Castelvecchio Subequo domani 16 settembre sarà riaperta al pubblico la Catacomba Paleocristiana del IV secolo. La cerimonia si svolgerà nell’area attrezzata antistante l’ingresso al  sito,  a partire dalle 10  con una funzione religiosa  officiata dal Monsignor Giovanni Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di  Archeologia Sacra del Vaticano. Un Cimitero ipogeo che fu ritrovato nel 1943, quando casualmente, nel pendio della parte nord del Colle Moria, fu riportata alla luce una lunga galleria. Esplorata attentamente risultò piena di sepolture con iscrizioni, lucerne ed altri accessori funerari. La catacomba, che è la più antica testimonianza delle origini del cristianesimo in Abruzzo, è una galleria scavata nella roccia, composta di grandi banchi di sabbiolina bianca finissima, lunga una quarantina di metri ripartita in due bracci ad angolo retto di circa una ventina di metri ciascuno, larga un metro e venti, alta due metri con volta a botte è ripiena ai lati di sepolture con iscrizioni graffite sopra l’intonaco. All’interno si possono osservare sepolcri, iscrizioni, lucernette collocate nelle nicchiette delle pareti, una croce uncinata con le gamme volte a sinistra alta cm. 16 tracciata con stecca nella calce fresca; e un monogramma di Costantino alto cm. 13 tracciato parimenti con stecca sopra l’intonaco di recente impastato. L’annuncio è stato dato ieri nella conferenza stampa moderata da Giovanni Pizzocchia, nella sala dell’Agenzia di Promozione Culturale di Sulmona,  dalla responsabile regionale dell’Agp, Rosa Giammarco, insieme al referente del Gruppo Archeologico Superequano, Giuseppe Cera, al consigliere comunale di Castelvecchio, Maria Santilli, e il parroco Massimiliano Di Carlo.