GLI ALUNNI SULMONESI TORNERANNO A SCUOLA IL 19 SETTEMBRE (video)

Che il 19 Settembre tutti i bambini sulmonesi (1400) torneranno a scuola è l’unica notizia certa, ad oggi. Questa mattina a palazzo San Francesco, il sindaco Annamaria Casini e l’assessore Mario Sinibaldi, affiancati da alcuni consiglieri comunali e assessori, hanno incontrato una rappresentanza dei genitori (di entrambi i comitati), assecondando le loro ansie e insistenze nel voler conoscere la situazione attuale, rinviando, invece, di un giorno le decisioni definitive e le comunicazioni ufficiali, per avere il tempo di concludere verifiche e ottenere indicazioni suffragate da puntigliosi controlli che permetteranno di scartare le varie ipotesi scelte per le 13 scuole (esclusi ovviamente i tre edifici virtuosi, con i coefficienti sufficienti). Le scelte che saranno attuate, come ha spiegato il sindaco ricordando e ribadendo più volte che le scuole sono tutte agibili, seguono una logica di mediazione per traghettare fino al miglioramento e adeguamento sismico degli edifici.  Una lunga riunione, dunque, più che per dare notizie ufficiali, per placare le ansie di molti genitori, spiegando dettagliatamente quanto fatto in queste due settimane, passando da incontri in Prefettura e in Regione, alla presenza di tecnici ed esperti della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, a verifiche ulteriori e sopralluoghi negli edifici scolastici.

Torneranno sui banchi lunedi prossimo i 326 bambini del Terzo Circolo Didattico: per la scuola “Lombardo Radice” non si procederà ad alcun trasferimento e si prevede di realizzare i lavori durante la prossima estate.  Per la scuola primaria “Masciangioli”, con molta probabilità, i 210 alunni riprenderanno le attività didattiche al piano terra della scuola “Capograssi”, con l’intenzione di poter noleggiare i Musp (che verrebbero sistemati dietro l’edificio di viale Mazzini) già entro il periodo natalizio. Proprio ieri al riguardo è stato effettuato un sopralluogo e secondo gli amministratori comunali questo è possibile  in quanto la struttura era già destinata ad interventi di ristrutturazione, tanto che hanno affermato di premere l’acceleratore per l’apertura dei cantieri, in cui i lavori durerebbero circa 12 mesi.  Nella struttura “Capograssi” di via Dalmazia, dunque, si è scelto di sgomberare i due piani superiori per ridurre l’affollamento studentesco ed utilizzare solamente il piano terra, quindi le 10 classi delle Medie (218 studenti) con molta probabilità saranno ospitate nel Liceo “Mazara“: chi osserva il tempo prolungato utilizzerà 4 aule mattina e pomeriggio, mentre chi segue orario ordinario (6 classi) frequenterà lezioni pomeridiane a orari ridotti (dalle 14.30 alle 18.30). Fase che successivamente prevede due ipotesi: trasferimento al piano terra della “Capograssi” liberata dalla Elementare oppure attivazione dei Musp.  Per i 35 ragazzi delle Medie “Serafini”: il 19 settembre riprenderanno le lezioni, in parte utilizzando il piano terra e in parte (5 classi) con orari pomeridiani andranno nella scuola media Ovidio. Situazione temporanea, in quanto entro fine anno ci sono due ipotesi: se il 29 novembre il Tar convaliderà l’appalto dei lavori, gli alunni potrebbero essere trasferiti nei Musp, con cofinanziamento o nei Moduli con fondi comunali. In caso di bocciatura, resterà immutata la situazione. Partirà un bando, su iniziativa dell’amministrazione comunale, al fine di reperire strutture private da poter essere utilizzate.

“Dobbiamo superare questa fase e consentire ai ragazzi di riprendere una vita normale con le loro abitudini. Abbiamo cercato di ottemperare l’esigenza di sicurezza con quella di mantenere un equilibrio sociale. Le scuole sono tutte agibili” ha detto il sindaco “Si sta cercando di individuare soluzioni organizzative e logistiche che possano migliorare il livello di sicurezza esistente. Le scuole riapriranno tutte. Ci saranno situazioni temporanee, come per la Capograssi e la Masciangioli. Quanto alle elementari e medie della “Lola di Stefano” riapriranno i due istituti utilizzando il piano terra, riducendo al massimo il rischio, in quanto la vulnerabilità cambia in base al carico effettivo (i piani alto verranno sgomberati), rimarranno laboratori e stiamo valutando se spostare le 6 della media al Vico o farle restare lì in una logica di sicurezza.  Per gli asili, non riapriranno tutti: ci riserviamo qualche settimana per trovare soluzioni alternative. Entro un mese tutto tornerà alla normalità. In attesa da gennaio di poter avere soluzioni temporanee ma più stabili”.La scuola di Infanzia “Celidonio” prevede probabilmente il temporaneo trasferimento su altre scuole del Terzo Circolo, l’asilo alle Marane prevede l’utilizzo dell’edifico stesso, mentre a Bagnaturo il 19 si torna sui banchi per poi entro fine anno trasferire i piccoli su altro immobile nella stessa frazione. 

“Per le scuole dell’infanzia il caso è più complesso” ha spiegato l’assessore Sinibaldi “perchè mentre per le primarie e secondarie si è riusciti a fare un discorso di riorganizzazione, essendo strutture più grandi e permettendo utilizzo parziale degli immobili, con alleggerimento del carico di affollamento degli stessi, sugli edifici dell’infanzia, che sono più piccoli, questa operazione non si può fare. Si sta valutando di riaprire ciò che è possibile: si sta valutando il terzo Circolo didattico, nella zona est, oggi abbiamo incontrato  un rappresentante del Consiglio di Istituto, i quale jha detto che si sta operando uno sforzo per far sì che si possa sistemare in sicurezza tutti gli studenti. Sugli altri Circoli stiamo portando avanti una riflessione che farà iniziare in ritardo, per verificare possibilità di migliorare la sicurezza sismica degli esistenti oppure ricorrere a sostituzioni alternative su immobili comunali. Tutto stringendo i tempi, per fare in modo che ci sia una sistemazione in sicurezza”.

 

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