DA LONDRA A SULMONA IN BICI, L’IMPRESA IN 17 GIORNI DI UN GIOVANE SULMONESE (video)

 

Da Londra a Sulmona in bicicletta per diciassette giorni. E’ l’impresa affrontata da un giovane sulmonese, Emanuele Amato, 33enne che vive in Inghilterra, dove lavora come chef in un ristorante alla periferia londinese. Partito il 28 Agosto, l’avventuriero ciclista è arrivato oggi, 13 Settembre, intorno alle 16.30, a Sulmona,  dopo aver percorso 2274 chilometri in sella alla sua bici e dormendo in tenda nei campeggi incontrati lungo il percorso. Ha voluto prima fare un giro per Sulmona, prima di recarsi nella sua casa della frazione Marane, dove, ad attenderlo, sotto uno striscione sistemato sul balcone con su scritto “ben arrivato”, c’erano i suoi genitori, i suoi amici e l’intero vicinato, che lo hanno accolto con abbracci, applausi e congratulazioni per la tenacia e la determinazione sfoderate per affrontare il faticoso viaggio.  “Se non avessi avuto quella forza mentale necessaria per raggiungere la meta stabilita probabilmente non sarei qui ora” commenta il giovane, senza mollare per attimo la sua bici, contento di essere tornato in patria.  “Ho pernottato sempre in tenda, tranne quando una sera a Bruxelles, stanco morto, non trovavo un camping nelle vicinanze e andai in albergo. In questo viaggio ho incontrato tantissime belle persone: mi incoraggiavano e il loro supporto è stato determinante” racconta Emanuele “Entravo nei villaggi, nelle città e la gente incuriosita da questa bici piena di borse subito mi chiedeva da dove arrivavo e dove andavo. E quando spiegavo questa avventura tutti mi spronavano a proseguire. Ogni giorno postavo una foto su Facebook e vedere che aumentavano sempre più i consensi mi dava coraggio. Sentivo partecipazione intorno a me. Un supporto importante” continua il ciclista, pensando già alla prossima avventura  “Se riuscirò a maturare lunghe ferie, vorrò ripartire con un’ altra avventura che non voglio svelare subito. Un bel ricordo è la prima pedalata: allontanarmi da quel villaggio senza sapere i chilometri che avrei macinato e le città che avrei visitato è stata la cosa più bella. L’esperienza che mi è piaciuta meno, invece, è stato costeggiare il Reno: quella strada piatta e lunga per me, che amo salite e discese, si è rivelata noiosa. Per occupare il tempo parlavo con me stesso, mi raccontavo storie e immaginavo questo momento del ritorno a casa che non credevo fosse così bello ed emozionante. Vedervi tutti qui è fantastico” prosegue il giovane, sempre sorridente, tra gli applausi di amici e parenti, ancora con il caschetto sulla testa, il completino nero con scritto Italia e senza mai mollare per un attimo la sua inseparabile compagna di avventure. “Diciassette giorni e solo un momento di pioggia, a Lucerna: quel giorno la desideravo tanto perchè non avevo nemmeno più una goccia di acqua nella borraccia”. Ancora pieno di adrenalina e di energie il giovane sulmonese congeda amici e vicini di casa affermando “mi sento ancora in forma, sono ancora forte”. Pronto per ripartire, per una nuova avventura.

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