GLI AUGURI DEL VESCOVO SPINA PER L’ANNO SCOLASTICO CHE INIZIA

“La felicità non si confonda con la comodità della vita”. Con questo monito il vescovo Angelo Spina ha rivolto il suo augurio agli studenti che da oggi saranno sui banchi di scuola ma anche a dirigenti, docenti, personale amministrativo e tecnico e alle famiglie per l’inizio del nuovo anno scolastico, che “per tutti sia sereno e fruttuoso”. “E’ un anno che, per tanti di voi, inizia con grandi difficoltà, a causa delle scuole che staticamente non sono sicure – premette il vescovo – ma, nonostante i disagi a cui si va incontro, è un anno da vivere con rinnovato entusiasmo e impegno, carico di aspettative per la crescita e la formazione”. Poi monsignor Spina prosegue:”Cari ragazzi e ragazze, le tante App che scaricate e le continue connessioni facilitano tanto la comunicazione, ma è necessario l’incontro con le persone, con i vostri compagni, i vostri docenti, i vostri dirigenti, accompagnati dalle famiglie. Questo incontro è così importante nella scuola per costruire ponti non virtuali, ma reali, per vincere due mali del nostro tempo, la paura e la paralisi”. “Viviamo in un tempo e in un mondo dove c’è tanta paura e angoscia. Paura a causa del terrorismo, dell’incertezza di un lavoro, di non sentirsi amati e apprezzati, di non avere tante opportunità. Quando la paura dilaga, allora ci si chiude e questo ci fa sentire come paralizzati . continua il pastore della diocesi – la paralisi ci fa perdere il gusto di godere dell’incontro, dell’amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri”. Ricordando poi il pellegrinaggio vissuto a Cracovia, nel luglio scorso, in occasione della Giornata Mondiale dei Giovani, con i ragazzi e le ragazze della diocesi, Spina cita le parole di Papa Francesco, riguardo alla “paralisi” generata da mezzi che solo in apparenza rendono la vita felice, trasformandola in un comodo divano. Ed invece la felicità è ben altro. “Quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati, ma mai liberi. No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”. ha detto il Papa rivolgendosi ai giovani.  “Cari ragazzi e ragazze, la scuola vi veda protagonisti importanti, costruttori di un mondo nuovo, di fratellanza e di pace, di dialogo e di solidarietà e non solo destinatari e utenti di quanto vivete, non subendo, ma partecipando”, ha concluso il vescovo impartendo la sua benedizione a tutti i protagonisti del mondo della scuola.