VIAGGIO NEL DEGRADO DELLA SEDE DEL CESCOT

Uno stabile dove la scuola che lo gestisce afferma di aver speso oltre 60mila euro per rimetterlo a nuovo. Soldi che ha chiesto di detrarre dal canone d’affitto mai pagato al Comune. Ieri abbiamo deciso di renderci conto di persona dei lavori effettuati e dello stato dello stabile nel quale si trova il Cescot – l’Officina dei sapori, la scuola privata che in questi anni si è occupata di formare pizzaioli, panettieri e macellai. Abbiamo scoperto, come le foto dimostrano ampiamente, che l’edificio è in condizioni di grave degrado. Erbacce dappertutto, con cespugli diventati alberi. Intonaci delle pareti esterne rovinati e cadenti, tanto che in alcuni punti sono affiorati i ferri della struttura. Così come i discendenti delle acque piovane, arrugginiti e diventati veri e propri colabrodi. Il direttore della scuola, Angelo Pellegrino, si è giustificato sostenendo che sono stati bloccati i lavori di manutenzione proprio in seguito alla decisione del Comune di non riconoscere o di farlo solo parzialmente le migliorie che il Cescot avrebbe apportato alla struttura appena preso possesso di quell’edificio. Intanto l’edificio sta morendo.

 

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