SISMA, DOPO LA PAURA A SULMONA SCATTA LA SOLIDARIETA’ (video durante scosse)

in basso video girato nel supermercato Conad dell’Aquila durante la scossa

Partita la macchina della solidarietà a Sulmona e nella Valle Peligna in aiuto delle vittime del terribile sisma, che questa notte alle 3.36 con una violenta scossa di magnitudo 6.0 con epicentro ad Accumoli (provincia di Rieti) ha distrutto Amatrice, paesino, pieno di bambini e turisti, che ha pagato il prezzo più alto contando almeno 35 morti su 45 in totale, secondo il bilancio provvisorio, e 1500 -2000 sfollati. Fortissimo terremoto che ha colpito molti paesi e città del centro Italia. Immagini di borghi devastati, persone ferite rimaste sotto le macerie, case squarciate e vite spezzate divenute simbolo di un dramma che gli abruzzesi conoscono bene. Le forti scosse di questa notte hanno riportato alla mente ansie e terribili sensazioni legate a quella maledetta stessa ora di 7 anni fa, quando il terremoto distrusse L’Aquila, colpendo molte cittadine della provincia. Compreso Sulmona, dove, invece, questa notte la prima scossa, quella più forte che ha dilaniato il cuore della Penisola,  ha buttato giù dal letto abitanti e turisti, senza causare danni a persone e cose (clicca), ma scatenando paure e spavento nella popolazione che solo in parte si è riversata in strada. Molti sono rimasti incollati ai computer e televisioni alla disperata ricerca di notizie, informazioni sul da farsi e forse anche rassicurazioni, avendo capito subito il senso del dramma che si stava consumando.

Nel centro Abruzzo sono state avvertite anche le successive due scosse. Subito si sono attivati i sindaci dei paesi del circondario, inclusa Sulmona, che hanno utilizzato Facebook per dare informazioni.  Un giovane sulmonese ha girato un video durante la prima scossa, finito anche negli interessi della tv americana. E torna la paura. Paura che questa mattina sembrava avesse paralizzato la città in apnea, con il fiato sospeso: se nei bar e locali pubblici unico argomento era proprio il terribile evento sismico,  fino alle 10 un silenzio ovattato quasi spettrale regnava tra le strade sulmonesi. A farsi sentire in crescendo è stata la solidarietà. Non solo è partita alla volta di Rieti un’ambulanza della Cri, con  a bordo quattro volontari (centrale operativa attivata a Sulmona), il centro trasfusionale di Sulmona ha annunciato, attraverso i social, che resterà aperto straordinariamente fino alle ore 13.45 (per informazioni è possibile contattare il numero di telefono 3463975206), in quanto c’è bisogno di sangue. Raccolta di beni di prima necessità a Sulmona (vestiti nuovi, prodotti per igiene, coperte, cibo in scatola) è stata attivata dal  gruppo di Protezione Civile “La Salamandra” di  CasaPoundè possibile consegnare le proprie donazioni presso la sede di CasaPound Italia Sulmona sita in Corso Ovidio n. 208, per l’occasione aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, oppure contattando il numero: 3397791772. Un privato cittadino non ha resistito, ha preso il camion della propria ditta edile e con scavatrice caricata è partito verso Amatrice mettendosi a disposizione dei soccorsi per prestare aiuto, rimasto però bloccato lungo la strada, incolonnato con altri mezzi.

Raccomandazioni, infatti, sul fatto che i soccorsi devono essere coordinati, arrivano   dal consigliere regionale aquilano il quale sottolinea che “non servono persone che in assoluta autonomia vadano nei paesi della Sabina ad Amatrice in primis per gloria personale. Sono da intralcio ai soccorsi soprattutto sulle strade che devono essere lasciate libere”.  “Servono soccorsi coordinati dalla Protezione Civile della Regione Abruzzo, dai Comuni e dai Vigili del Fuoco. Servono persone esperte speleo e professionalita’ certificate”, scrive infine assessore regionale Paolucci.

GRAN SASSO, CORNO PICCOLO: SOLO UNA FRANA

Nessun crollo della parete Est del Corno Piccolo ma solo una frana. Lo si apprende dai responsabili del rifugio “Franchetti” dopo che stamani la notizia era stata diffusa via Facebook dagli ospiti dello stesso rifugio che avevano sentito un tremendo boato. Nel profilo del social network del rifugio Franchetti viene spiegato che “La nebbia si e’ diradata e finalmente si vedono gli effetti della frana caduta nella notte dal Corno Piccolo e la sua entita’: sono crollati alcuni grossi massi dalla parte alta della ‘Via della Gola’ sulla parete Est del Corno Piccolo, zona abitualmente soggetta a frane. Da quel che si puo’ immaginare la caduta di questi massi ha provocato lo scivolamento di altro detrito che si e’ mosso scivolando lungo il canale; parte del materiale e’ rimbalzato sul ghiaione sottostante, parte e’ rotolato verso valle e altro si e’ arrestato proprio alla base della cosidetta ‘Via dell’Immondezaio’, dove ora si vedono diversi blocchi appoggiati l’uno sull’altro. Un evento sicuramente notevole – sostengono i responsabili del rifugio – ma non catastrofico, certamente di minor entita’ di quello provocato dal terremoto del 6 aprile 2009. Purtroppo nella Valle del Tronto la scossa ha fatto ben altri danni, ben altri lutti. Un pensiero commosso a chi ha perso persone care, a chi non ha piu’ la casa”.