PROGETTO A/25, C’E’ ANCHE UN VIADOTTO CHE DEVASTA “GOLE DI SAN VENANZIO”. E’ BATTAGLIA

C’è aria di mobilitazione nel centro Abruzzo, soprattutto nella Valle Peligna dove il progetto mastodontico proposto da Toto, fatto di gallerie, accorciamenti e trasformazioni di alcuni tratti autostradali sulla A/25 e A/24 non piace. Sul piede di guerra sindaci, amministratori e associazioni, temendo isolamento e rischio danneggiamenti all’economia di un territorio già martoriato da spoliazioni. Se poi si aggiunge il rischio sismico, come specificato in un’assemblea nell’aula consiliare sulmonese, ecco che il progetto da queste parti viene respinto con forza. Insorgono oggi gli ambientalisti, sostenendo che il progetto prevedrebbe anche un viadotto che devasterebbe le bellissime Gole di San Venanzio, nel raianese.  “Un vero e proprio affronto alla storia e alla natura abruzzese, un attacco senza se e senza ma al buon senso e a numerose norme nazionali ed internazionali poste a tutela di beni culturali, paesaggistici e naturalistici” commentano i componenti di Stazione Ornitologica Abruzzese, Lipu, Altura e Salviamo l’Orso “ad una delle scelte contenute nel progetto Toto sulle autostrade abruzzesi quella di “sfondare” le pareti delle meravigliose Gole di San Venanzio per attraversarle da parte a parte con un viadotto, devastando uno dei paesaggi di maggior pregio dell’Abruzzo”. Secondo gli ambientalisti il progettocomporterebbe la distruzione ambientale e paesaggistica di diversi altri siti, inclusi in parchi nazionali e regionali e in riserve naturali che caratterizzano il paesaggio e l’ambiente dell’Abruzzo la cosiddetta “Regione verde d’Europa”.

Ieri, nella riunione della Giunta regionale che doveva  approvare la delibera sulla presa d’atto del progetto, l’assessore regionale di Sulmona, Andrea Gerosolimo, è riuscito ad ottenere la convocazione (o la promessa) di un tavolo di confronto con il territorio.  Ha annunciato di intensificare la battaglia il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis contro lo “scempio” (clicca), come dichiarazioni di opposizione arrivano dalla presidente della Bcc di Pratola, Mariassunta Rossi (clicca).

Spiegano gli ambientalisti che  “le Gole di San Venanzio sono in gran parte Riserva naturale regionale e, per la restante parte, Parco naturale regionale. Sono tutelate a livello comunitario essendo classificate quale Sito di Interesse Comunitario per la fauna e la flora nonché Zona di Protezione Speciale con la nidificazione dell’Aquila reale e di una specie prioritaria, il Lanario. Ci sono Beni culturali come l’Eremo di San Venanzio e l’acquedotto romano. Insomma, un concentrato di valori unici.

E sui social piovono critiche al progetto da parte di amministratori dei paesi montani peligni, come il vicesindaco di Campo di Giove, Stefano di Mascio, che invocando a fare fronte comune contro il no, sostiene, precisando di aver esaminato le carte del progetto, che “non è possibile trapanare 20 km (nel solo tratto Bussi Celano) di  montagne, nel cuore dell “Abruzzo Verde”, fra aree protette da Parchi azionali e Regionali e in più sismicamente iperattive, per guadagnare 15 km e un pò di altimetria, sottoponendo il territorio ad un “consumo di terreno” intollerabile, su un’autostrada che ha volumi di traffico bassi e in un’epoca in cui la mobilità su gomma dovrebbe essere disincentivata”.

Secondo gli ambientalisti “l’approvazione da parte di un tavolo “interdisciplinare” del progetto ha volutamente ignorato la parte naturalistica perché sa benissimo che altrimenti avrebbero dovuto evidenziate i valori dei beni comuni la cui integrità è messa in pericolo dal progetto. Sarebbero emersi decine di vincoli da superare. Così si preferisce costruire la “rete” degli interessi favorevoli per mettere tutti davanti al fatto compiuto. Ricordiamo che le norme comunitarie impongono di esaminare preliminarmente e non “a posteriori” l’incidenza degli interventi su fauna e flora protetti. Le scelte devono basarsi sulla valutazione consapevole di cosa c’è sul campo e non cercare di adattare ex post l’ambiente ai progetti con il risultato che alla fine a pagarne le conseguenze sono i valori naturalistici e paesaggistici. Chiediamo al Presidente d’Alfonso se è pronto a sacrificare sull’altare degli interessi del Gruppo Toto il futuro dell’Abruzzo e dei suoi beni comuni finora rimasti intatti. Ci chiediamo come possa fare a difendere e a supportare un progetto dove si massacrerà una delle valli più note dell’Appennino per un progetto faraonico e del tutto inutile, se non per le casse del privato. Ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare questo gravissimo svilimento del nostro territorio. Stiamo continuando ad esaminare il progetto” concludono gli ambientalisti “e presto avremo il quadro completo della devastazione che potrà arrecare al territorio. In ogni caso già solo esaminando questa sezione del tracciato diventa chiaro lo sfacelo che porterebbe al nostro patrimonio”.