INVENTANO UN FUNERALE E FINISCONO SOTTO INCHIESTA

Singolare vicenda per il titolare di una ditta di pompe funebri di Sulmona. Gli viene commissionato un funerale e lui dopo aver preparato bara e accessori per il rito funebre si reca all’indirizzo indicato per procedere alla composizione della salma e all’allestimento della camera ardente. Ma giunto a destinazione non trova né morto né parenti affranti dal dolore. Protagonista del caso il giovane titolare, S.R. 31 anni, che dopo essersi reso conto di essere stato raggirato, si è recato in commissariato per denunciare chi l’aveva truffato. La storia ha avuto inizio l’anno scorso, a dicembre, quando il giovane titolare dell’agenzia di pompe funebri si reca in commissariato per denunciare le continue molestie telefoniche e le minacce di morte ricevute da A.R., 66 anni di Sulmona, per presunti crediti non riscossi relativi all’affitto di un magazzino. Una denuncia dalla quale prende avvio un procedimento giudiziario nei confronti del 66enne e di altre persone. Ed è proprio per convincere chi lo aveva denunciato a ritirare la querela, che il 66enne si inventa la diabolica storia del finto funerale. Con l’aiuto della nipote A.R. l’uomo telefona a S.R. dicendogli che un parente, in quel momento fuori regione per motivi di lavoro, aveva commissionato ai parenti, l’organizzazione del funerale del padre scomparso all’improvviso. Ma che lo avrebbe fatto svolgere alla sua agenzia a condizione che avesse ritirato la famosa querela sporta nei suoi confronti. S.R., accetta e ritira la querela. Così A.R. insieme alla nipote si reca nei locali dell’agenzia funebre e sceglie bara e accessori indicando anche l’indirizzo di Bagnaturo dove avrebbe trovato il defunto. Poi stacca il telefonino e scompare dalla circolazione. La particolare vicenda è venuta alla luce grazie all’operato della Squadra anticrimine del Commissariato diretta da Daniele L’Erario.