ESTATE CALDA NEL CARCERE DI VIA LAMACCIO, SAPPE PROCLAMA STATO DI AGITAZIONE

Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe proclama lo stato di agitazione del personale in servizio nel carcere sulmonese di via Lamaccio. La situazione all’interno della struttura penitenziaria si è fatta ormai insostenibile ed il Sappe, attraverso il delegato provinciale Enzo Guglielmi, non esclude il ricorso a forme di proteste anche clamorose, fin dalle prossime settimane. “L’estate è calda nel penitenziario di Sulmona e non solo per le alte temperature – avverte Guglielmi – infatti la struttura, inizialmente pensata per circa 300 detenuti, attualmente ne ospita circa 500, tutti appartenenti alle diverse organizzazioni malavitose italiane ed attualmente la Casa di Reclusione è interessata da lavori di ampliamento, che al loro termine la porteranno a contenere circa 700 reclusi”. Il Sappe spiega che l’organico di Polizia Penitenziaria attualmente, per permettere l’ordinario orario di lavoro, necessiterebbe di almeno altre 50 unità. Infatti per ottemperare ai propri compiti istituzionali, i circa 250 agenti penitenziari, sono costretti a turni di lavoro che vanno ben oltre le sei ore previste, come nel caso di piantonamenti nell’ospedale dell’Aquila, che si protraggono oltre le 10 o anche 12 ore , e a volte,  anche senza permettere agli agenti, lì comandati di servizio, di poter consumare un pasto decente. Essere richiamato dalle ferie e dal riposo settimanale è purtroppo diventato la normalità. Lo stesso vale per la soppressione di posti di servizio, per poter garantire almeno il periodo di ferie estive, con buona parte del personale che deve ancora fruire delle ferie del 2014. “Ogni mese, vengono effettuate numerose visite nei vari Ospedali della Provincia, oltre che a numerosi spostamenti dei detenuti presso altre carceri o nei Tribunali di tutta Italia, il cosiddetto turismo giudiziario – continua Guglielmi –  e per tale servizio vengono utilizzati mezzi datati con minimo 400000 km, molto rumorosi, con problemi di ruggine, con scarsa manutenzione dovuta alla carenza di risorse disponibili, che spesso si fermano per strada, generando problemi di sicurezza per il personale operante su quei mezzi, oltre che pericoli per possibili tentativi di evasione. Per effettuare questi spostamenti, in molti casi deve essere impiegata un’autoambulanza, che comporta, oltre che l’aumento di rischi connessi alla sicurezza, ma anche un alto costo per i contribuenti”. A tutti questi problemi si aggiunge anche il fatto che il periodo di calura rende particolarmente irascibili i numerosi detenuti, tra cui diversi afflitti da problemi psichici che spesso vanno in escandescenza per futili motivi, devastando le celle e che solo grazie alla altissima professionalità degli agenti presenti, finora non si sono prodotte conseguenze gravi. “La ditta appaltatrice per la mensa di servizio non riesce a garantire la preparazione dei pasti, come da contratto nazionale, molto spesso vengono utilizzati prodotti di scarsa qualità e quantità e negli ultimi tempi vi sono stati diversi scioperi del personale dipendente della mensa, a causa di contenziosi riguardanti il pagamento degli stipendi – spiega il delegato sindacale – i locali dove si consumano i pasti, in questo periodo, diventano veri e propri forni, in quanto l’impianto di aria condizionata non funziona da diverso tempo”. Questi i tanti gravi problemi che segnano il penitenziario sulmonese e per i quali il Sappe chiede attenzione dalle autorità competenti e soluzione per evitare che la situazione peggiori, diventando esplosiva.
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