FURTI A RAFFICA IN 7 MESI AL “VICO”, E’ GIALLO. PRESIDE “SOSPETTIAMO CHI SIA”

Quattro furti con scasso sono stati messi a segno da Gennaio scorso nel Liceo “Vico” di Sulmona, l’ultimo è stato scoperto questa mattina dal personale in forza nella scuola, ma sono ancora molti gli aspetti oscuri del caso. Se nelle prime due volte sono stati rubati oggetti di poco  valore, come caramelle sui tavoli, nei due colpi successivi sono stati presi di mira i computer, sia quelli situati nel laboratorio di informatica (al piano terra e confinante con la scuola media Ovidio), da cui sono stati portati via pezzi dalle macchine non proprio di ultima generazione,  sia quello nell’ufficio di un’impiegata, visitato per due volte consecutive rubando sempre l’ hard disk, contenente dati sensibili importanti. Un bottino composto complessivamente da 1 computer,  3 hard disk, 8 pen drive, un sistema di powerline (per la stampante). E’ stato notato che è stata smontata una tastiera da un pc e rimontata su un altro, è stato spostato un pc da una postazione solita a un’altra,  sono state trovate aperte le vetrinette contenenti materiale del laboratorio di scienze (sembra che non sia stato rubato nulla). Ancora da definire quando siano stati commessi i furti: probabilmente sempre tra il sabato e la domenica, quando la scuola è vuota anche di giorno, permettendo al ladro di agire indisturbato. “Abbiamo fortissimi sospetti su chi possa essere l’autore e siamo convinti che sia sempre lo stesso ad agire, sicuramente un esperto di informatica che conosce probabilmente molto bene gli ambienti della scuola, le abitudini, gli orari non solo del personale nell’istituto, ma anche quelli che regolano il sistema d’allarme nell’atrio. Infatti l’allarme non è scattato” afferma la dirigente scolastica del Polo Umanistico, Caterina Fantauzzi, spiegando di aver sporto denuncia per tutti i casi accaduti in questi mesi.  Sul posto, per il sopralluogo, raccogliendo indizi, sono entrati in azione i carabinieri, i quali hanno perlustrato stanze e materiali, facendo l’inventario degli oggetti mancanti, scrutando porte e finestre al fine di ricostruire il percorso che il ladro avrebbe seguito. Al momento diverse sono le ipotesi formulate sulla dinamica del fatto. Potrebbe essere entrato dalla finestra al piano terra, dalla zona retrostante la scuola, più nascosta, in cui però non sono stati trovati  segni di effrazione, se non il maniglione della porta antipanico (che era chiusa con la catena) che è stato rotto e smontato. Rinvenuta, inoltre, un’ impronta di scarpa da uomo sul muretto sottostante la finestra. Altra ipotesi: il malvivente sarebbe entrato e uscito da una finestra limitrofa all’entrata nella palestra (dove si allenano anche società sportive), per poi dirigersi verso le aule di informatica, sospetto alimentato dalla presenza di un solco nell’erba alta nell’aiuola, come se qualcuno calpestando il prato mentre trasporta la refurtiva, avrebbe segnato un itinerario. Diverse sono anche le ipotesi dell’obiettivo del malvivente: rivendere i pezzi dei pc rubati, assemblarli per costruirne altri, ma non si esclude nemmeno che l’autore del furto possa essere stato interessato al contenuto dei dati negli hard disk e nelle pendrive. Preoccupate, ma anche infastidite la preside e le insegnanti, le quali hanno ipotizzando che il ladro nei primi due colpi abbia “sondato il terreno”, con una sorta di prove, abbia compiuto anche dispetti. “Adesso basta” ha detto la Fantauzzi “provvediamo ad installare subito telecamere di videosorveglianza”.

 

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la finestra vicino la palestra

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la porta antipanico scassinata



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