EMERGENZA SANITA’, ALTO SANGRO SUL PIEDE DI GUERRA PRONTO A SCENDERE IN PIAZZA

E’ emergenza sanità anche nell’Alto Sangro, dove i cittadini sono pronti a scendere in piazza protestando  perchè l’ospedale di Castel di Sangro, presidio che serve un vasto territorio fatto di tanti paesi di montagna, “non può essere depauperato di  quelle attività che lo caratterizzano e cioè gli interventi di emergenza ed urgenza”.  Il gruppo consiliare di “Progetto Comune” di Castel di Sangro, insieme all’omonima associazione, chiedendo ai vertici un’adeguata riorganizzazione aziendale, sta organizzando una manifestazione pubblica chiamando a raccolta tutti i cittadini ormai  “stanchi di vedere lesi i propri diritti e vilipesa quella dignità di uomini cui non intendono rinunciare.” A scatenare le ire è l’ennesimo taglio al nosocomio sangrino.  “Siamo alle solite. Con provvedimento non annunciato e, d’altra parte, immediatamente esecutivo, viene sospesa l’attività chirurgica dell’unità operativa di ortopedia, tramumatologia, chirurgia generale. Un  ulteriore atto messo in essere da dirigenti che non fanno il bene di alcun territorio, nemmeno il proprio” spiegano i consiglieri comunali  “Da tempo si soffre, a Castel di Sangro: un pronto soccorso che chiede un riconoscimento ufficiale affinché
diventi vero e proprio presidio del servizio di emergenza-urgenza; la carenza di cardiologi con il conseguente  servizio ridotto; la trasversalizzazione di dipartimenti con Sulmona che, anziché implementazione della rete,  è stata intesa come: un presidio ospedaliero (quello di Castel di Sangro) a servizio del Presidio di Sulmona,  secondo le necessità di quest’ultimo. La carenza di anestesisti, nonostante un concorso già avviato, ha
determinato la ridotta attività chirurgica a Castel di Sangro. I medici disponibili, per questo ed altri reparti,  devono prestare il loro operato a Sulmona, salvo incentivi.

Purtroppo non è chiaro ai dirigenti medici” proseguono i consiglieri nella nota “che tutto ciò contrasta con lo spirito del DM 70/2015 che la Regione  ha inteso applicare, come si legge nel Piano Sanitario Regionale e per il quale, con una riorganizzazione  aziendale adeguata e precisa che chiediamo con forza e determinazione, dovranno essere attribuiti a Castel  di Sangro quei servizi previsti dal Piano”. Commenta il gruppo consiliare di opposizione che  “purtroppo a Sulmona non è chiaro che, impoverendo Castel di Sangro non si guadagna nulla…Avezzano, L’Aquila e Pescara-Chieti sono,  così, ancora più vicini… se si impoverisce Castel di Sangro si impoverirà anche Sulmona. Inoltre, operazioni  come quella odierna vanno a minare i Livelli Essenziali di Assistenza, prefigurando perfino l’interruzione di  pubblico servizio.
La mobilità attiva proveniente dal vicino Molise verso l’Altro Sangro, fa comprendere la necessità che questo  ospedale mantenga ed anzi rafforzi i propri servizi, anche per il flusso turistico che ospita e che deve essere  tutelato. Il presidio ospedaliero di Castel di Sangro è il presidio di tutto l’Altro Sangro: i comuni del territorio  hanno contribuito alla sua ristrutturazione, costata 11.000.000 di euro. Questo è un ospedale fatto dal  territorio: un territorio che non resterà certo a guardare questo scempio.”.