SINDACO CASINI: L’ANALISI DEL VOTO

Non sono passate ancora quarantottore dal successo sancito dalle urne, che è già al lavoro il nuovo sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, nell’attesa dell’investitura ufficiale (probabilmente domani o giovedi) e della consegna delle chiavi di palazzo San Francesco. Puntando a portare a casa risultati nel più breve tempo possibile, racconta di aver avuto colloqui telefonici ieri con il manager della Asl 1, con il direttore del Demanio, oltre alle tante chiamate ricevute, invece, per gli auguri da amministratori e politici. Quanto alla composizione della Giunta, il primo cittadino assicura tempi brevi. Non si sbilancia nell’indicare date precise, tanto meno nomi, ma annuncia che entro l’inizio della prossima settimana sarà pronta la rosa degli assessori che siederanno a palazzo San Francesco. Non nasconde l’intenzione di sostituire il segretario comunale, ma non esprime nominativi.

Parla subito di qualità nelle scelte, di apertura e dialogo “costruttivo, cordiale e civile” con la minoranza per il bene comune “Abbiamo avviato già nelle scorse settimane incontri informali con altre forze, come Sbic e Sovranità, finalizzate ad aprire un dialogo per un lavoro di sinergia. “La coerenza, la coesione, la concretezza e la qualità del nostro progetto hanno premiato. La gente lo ha capito.  Il nostro atteggiamento sarà quello della condivisione e comunicazione con i cittadini, proseguendo quanto fatto finora nella campagna elettorale incontrando la gente e ascoltando proposte e problematiche”. Preferisce l’istituzionale “sindaco (in risposta a una domanda) lasciando ad altri la disquisizione linguistica tanto in voga in questi due giorni sui social, per il termine “sindaca e sindachessa”, e apre la conferenza stampa, tenuta insieme ad alcuni dei nuovi consiglieri comunali e a Nicola Angelucci, rappresentante della coalizione “Noi per Sulmona”, nel comitato elettorale, ringraziando i 6900 elettori che domenica 19 Giugno, al ballottaggio con il suo competitor Bruno Di Masci, hanno scelto lei alla guida della città, registrando un incremento dal primo turno (6436) al ballottaggio (il 7,21% in più).

Un consenso confermato ampiamente rispetto al primo turno, incrementato di oltre 500 voti, (7 punti in più rispetto al primo turno) nonostante il calo dell’affluenza alle urne, in linea con il dato nazionale. Il dato interessante emerso, secondo l’analisi precisa effettuata da Angelucci, è il fatto che siano riusciti a far tornare a votare non solo le stesse persone del primo turno, ma aumentandone il numero. “E’ un consenso importante” afferma la Casini “sentiamo sulle spalle onere e onore di poter guidare questa città il prima possibile verso risultati concreti. Commenta il sindaco la campagna elettorale, ribadendo che se da una parte è stata avvelenata da attacchi, insulti, bufale e querele da parte del suo avversario, dall’altra ha riscontrato l’entusiasmo, il sostegno e l’incoraggiamento di tante persone incontrate in lungo e in largo nella città, frazioni comprese. “La debacle del nostro competitor è dovuta all’ostilità di chi, sapendo di perdere, ha appesantito e avvelenato la campagna elettorale, mista ad una profonda incoerenza delle due componenti apparentate. Noi siamo felici di aver tenuto la barra dritta.” Ha poi fatto riferimento al fatto che “essendo la prima sindaco donna di Sulmona, sento l’ulteriore responsabilità di rappresentare anche il popolo femminile e questo pone una serie di riflessioni sulle politiche sulle pari opportunità, elemento che sarà in primo piano. Ci impegneremo per un governo stabile e fruttuoso così da poter riprendere un cammino proficuo e ottenere risultati importanti per la città”. 

Un fallimento la strategia dimasciana, secondo i dati statistici forniti da Angelucci nell’analisi precisa del voto, a partire proprio dall’apparentamento che ha portato a decremento di numero di consensi rispetto al primo turno  (Di Masci ha perso 1100 voti nel secondo turno). Calcolando che i voti presi dal professore alla prima tranche 3763 sommati a quelli ottenuti da Elisabetta Bianchi 1046, ne avrebbero dovuto ottenere oltre 4800, portandone invece a casa – 2,76%.

Angelucci  ha spiegato che a fine Marzo era stato avviato un sondaggio per capire il grado di conoscenza tra la gente della candidata sindaco: 30 punti in meno rispetto a Di Masci, che, tradotto in voti, equivale a 7 mila consensi di scarto, tali da poter mettere sul tavolo un ragionamento per partire una competizione elettorale. “Abbiamo ragionato su questo dato, presupposto fondamentale per la campagna elettorale in cui il punto forza è stato il programma condiviso . La compattezza, infatti, è risultata vincente. Un esercito di candidati che ha lavorato con costanza dal primo all’ultimo giorno, come evidenziano i numeri statistici.

Gli elettori della Casini hanno espresso il voto di genere più alto di tutte le altre liste 1,37 di contro a 1 per Di Masci, nel senso che 1 elettore su 3 ha espresso 2 preferenze ( un uomo e una donna).  Tra i consiglieri che in maniera decrescente si sono piazzati ai primi 20 posti sono 17 candidati della coalizione di Casini, 2 di Sbic e 1 di Di Masci. Evidente la differenza del lavoro svolto dalle liste.  7 candidati hanno preso zero voti, di cui 6 nelle liste di Di Masci e 1 in quella di Forza Italia.

Nelle frazioni: Casini al ballottaggio ha conquistato il 50% mentre la coppia Di Masci-Bianchi ha ottenuto il 28,1, mutando una situazione che vedeva al primo turno il 49% per la Casini e il 32% per Di Masci. “Nella sezione 15” spiega Angelucci “in cui al primo turno per la Casini si registrava una percentuale leggermente inferiore, nel secondo turno è stata superata”.

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