DIOCESI DI SULMONA-VALVA A RISCHIO, IL VESCOVO E I CONSULTORI FANNO APPELLO A PAPA FRANCESCO

E’ allarme per il destino della Diocesi di Sulmona-Valva, che rischia di chiudere prossimamente la sua storia, iniziata oltre 1500 anni fa. L’allarme viene lanciato dal vescovo di Sulmona-Valva, Angelo Spina e dal collegio dei consultori della Diocesi ( i sacerdoti Maurizio Nannarone, vicario del vescovo, Eulo Tarullo, Carmine Caione, Luigi Ferrari, Ramon Peralta ed Eustachio Schiappa) che hanno fatto appello direttamente a Papa Francesco, alla Conferenza episcopale italiana e alla Conferenza episcopale abruzzese molisana. La riforma delle diocesi sparse in tutta Italia segnerebbe infatti la soppressione della Diocesi valenze. Stando a questa riforma le diocesi al di sotto dei novantamila abitanti, con un numero non sufficiente di sacerdoti e con problemi economici, verranno fuse o accorpate. “Su questo argomento ho fatto sentire sempre la mia voce ferma e decisa per quanto riguarda la Diocesi di Sulmona-Valva, che avrebbe solo il problema di essere al di sotto nei novantamila abitanti, sia al cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in un incontro a Montesilvano nel 2015, sia all’interno della Conferenza episcopale Abruzzese Molisana – ricorda monsignor Spina – affinchè la diocesi di Sulmona-Valva resti così come è per motivi orografici, pastorali, storici, culturali. Il mio intervento è stato sempre limpido e fermo su questo punto affinchè la Diocesi di Sulmona-Valva resti così come è adesso, con il suo vescovo, unica voce autorevole rimasta per l’intero territorio”. Con Sulmona sono a rischio anche le Diocesi molisane di Isernia-Venafro e Trivento. “Se si dovesse intervenire riguardo ad esse, si suggerisce che ciò avvenga mantenendo lo stato di diocesi indipendenti, unite eventualmente “in persona Episcopi”, cioè con un unico vescovo, ad altra vicina, tale unione potrebbe portare ad avere un unico pastore per le diocesi di Isernia – Venafro e Trivento in Molise e per quelle di Sulmona – Valva e Avezzano in Abruzzo”. Questa è stata la riposta della Conferenza episcopale Abruzzese Molisana. Pronta è stata la replica del collegio dei consultori della Diocesi di Sulmona, fermamente contrari alla soppressione o fusione della Diocesi. “A nostro avviso, al di là delle sottigliezze lessicali, questo vuol dire fusione e scomparsa delle Diocesi più piccole. Tale sorte toccherebbe, e solo per la sfortuna di avere una popolazione inferiore ai 90.000 abitanti, alla Diocesi di Sulmona-Valva in Abruzzo e alle Diocesi di Trivento e di Isernia-Venafro in Molise” “È vero, la Diocesi di Sulmona-Valva è di poco al di sotto dei 90.000 abitanti, ma si tratta di una Diocesi ricca di storia, di cultura, sita in una terra di Santi tra i quali l’Eremita-Pontefice Celestino V. Essa si trova in un territorio, il Centro Abruzzo, con grandi potenzialità, ma impoverito per un preciso e calcolato disegno politico, che lo sta rendendo sempre più periferia geografica e soprattutto periferia esistenziale – continuano i consultori – ma non dobbiamo avere particolare cura, il Santo Padre ce lo raccomanda continuamente, delle periferie? Non sono i poveri i privilegiati del Signore ai quali abbiamo il dovere di stare accanto senza fare calcoli umani e progetti che allontanano dalla gente e non permettono al Pastore-Vescovo di stare tra le pecore fino ad averne addosso l’odore?”. Opponendosi all’ipotesi di fusione o soppressione i consultori rammentano che “questo territorio trascurato e dimenticato manca di lavoro e le nuove generazioni, prive di speranza, sono costrette a trovare fortuna altrove. Da qui il calo demografico. Territorio povero il Centro Abruzzo e l’impoverimento si concretizza anche con la soppressione imminente del Tribunale pur con la presenza di un Carcere di massima sicurezza, il ridimensionamento dei Presìdi ospedalieri molti dei quali destinati alla chiusura, con le fabbriche del boom economico dismesse, i loro capannoni vuoti simili a cattedrali nel deserto, con le crescenti sacche di povertà materiale, terreno fertile per la povertà morale. Una volontà politica più giusta, per la quale non esistono figli e figliastri, potrebbe produrre una inversione di tendenza e il ritorno di tanti in questi splendidi luoghi benedetti da Dio.In definitiva si vuole sopprimere la Diocesi, e ci sembra già deciso. Ma la Diocesi di Sulmona-Valva nella situazione su descritta, è l’unico presidio rimasto ad alzare forte la voce, a gridare di non perdere e non far perdere la speranza”.