“LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”: PER DI MASCI PARLANO I FATTI. IL SUO PASSATO E’ UNA GARANZIA

Il raggruppamento “La città che vogliamo” , replica alle critiche espresse da altre coalizioni al candidato sindaco Bruno Di Masci. “Il primo atto del futuro sindaco Di Masci consisterà in una delibera di Giunta per rinnovare la macrostruttura amministrativa, da ripartire in tre aree essenziali: staff, area servizi per il cittadino e area servizi per il territorio” spiegano i portavoce della coalizione. “L’azienda Comune, per essere rinnovata e per ritrovare giusto slancio, al servizio dei cittadini, sarà sottoposta a rotazione dei dirigenti e dei dipendenti, perché troppe incrostazioni oggi caratterizzano la struttura amministrativa, ragione per la quale il Comune non ha erogato servizi per troppo tempo. Inoltre, a sostegno di questo intento, esiste una circolare dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che dispone il metodo della rotazione per gli uffici amministrativi”. Invece per quel che riguarda il ritardo nell’erogazione dei fondi per la ricostruzione e ristrutturazione degli edifici danneggiati dal terremoto, la coalizione ricorda che le responsabilità sono da attribuire proprio alla vecchia Giunta comunale. In tre anni su 5 milioni e 700mila euro di liquidi è stato speso appena un milione e 700mila euro. Restano quindi ancora a disposizione circa 4 milioni di euro e altri 6 milioni già finanziati, che non possono essere utilizzati fin quando non sono spesi i 4 milioni già a disposizione. Altri 6 milioni di euro sono da rendicontare. “In buona sostanza la Giunta Ranalli ha rappresentato un dramma ed un ostacolo per l’edilizia di questa città, ridotta alla paralisi – sottolineano da “La città che vogliamo” – proprio perché quell’amministrazione non ha saputo cogliere le opportunità offerte dalla disponibilità dei fondi del dopo terremoto e appare strano e di dubbia coerenza che a difendere l’amministrazione Ranalli intervenga la coalizione che ha mandato il sindaco a casa. I portavoce invece esprimono gratitudine all’ex assessore all’Urbanistica, Aldo Milan, che ha dimostrato di saper seguire con determinazione ed efficienza perfetta l’iter per le Norme tecniche di attuazione del Prg, sciogliendo il nodo gravoso del piano tratturi, atteso da oltre 15 anni. “Infine quando si parla di bufale sul conto di un sindaco di grande dinamismo operativo si fa veramente offesa alla verità. I sulmonesi conoscono bene il patrimonio di opere pubbliche, attività, iniziative e fatti, non chiacchiere, lasciato dall’amministrazione Di Masci nelle consiliature 1993-2000 – concludono dalla coalizione – numerose opere pubbliche come recupero centro storico, nuova rete idrica e fognaria, mercato coperto, nuovo mattatoio, nuovo canile in area Noce Mattei, parcheggio S.Chiara e altri parcheggi nel centro storico, area camper in zona Iapasseri, apertura del parco fluviale Daolio, parco giochi per bambini e altre aree verdi, in centro e periferia. Come tutti importanti per la consolidata tradizione culturale vantata dalla nostra città sono gli eventi avviati dall’amministrazione Di Masci: il Concorso lirico internazionale Caniglia, il Premio Capograssi, la Giostra Cavalleresca di Sulmona, la Giostra d’Europa e quella dei Borghi più belli d’Italia, il Premio internazionale per i giovani pianisti, la valorizzazione del Teatro comunale Caniglia e l’inaugurazione del Piccolo Teatro di via Quatrario, la creazione di due Poli museali, nel palazzo dell’Annunziata e nel complesso di Santa Chiara e il Polo Universitario. Nel campo dell’economia in quel periodo sono state insediate la Crodo e la Cosmo insieme alla nascita dell’Incubatore industriale Sviluppo Italia. Uffici pubblici sono stati difesi e conservati alla città, come Genio Civile, Catasto, Agenzia Entrate, Archivio di Stato e Camera di Commercio”. Per “La città che vogliamo” l’esperienza, la capacità e la concretezza del candidato sindaco Bruno Di Masci restano garanzie solide e indiscutibili per la rinascita della città.  Questi sono fatti e non bufale.