ASSEMBLEA TURBOLENTA ALLA MAGNETI MARELLI DOPO L’IPOTESI DI ACCORDO

Movimentata assemblea questa mattina alla Magneti Marelli di Sulmona. Nel corso della riunione e al momento che i sindacati illustravano l’accordo raggiunto con l’azienda gli operai hanno iniziato a protestare in maniera veemente tanto che l’assemblea è stata interrotta. La maggior parte dei lavoratori che protestavano facevano parte della Rsa o sono vicini alla Fiom, unica sigla che non ha firmato l’accordo. “E’ ancora in essere uno stato di agitazione che viene da lontano – ha detto Domenico Amiconi, della Ugl – con l’incontro avuto ieri con la direzione dell’azienda siamo arrivati al punto che stiamo uscendo da una crisi profonda. Dal primo giugno finirà la cassa integrazione, l’azienda assumerà trenta interinali, una boccata d’ossigeno per questo territorio. L’unica preoccupazione è che essendo fornitori di Sevel c’è bisogno di un diciottesimo turno ma essendo fornitori dobbiamo rispettare le regole”. “L’importanza dell’accordo sottoscritto – afferma Domenico Bologna, della Fim Cisl – è che conferma la centralità dello stabilimento di Sulmona e dobbiamo preservare questo fatto. Significa che bisogna trovarsi pronti a qualsiasi nuovo programma, soprattutto in vista del nuovo furgone che sarà realizzato dalla Sevel dal 2020 al 2027. Questa è la sfida e se dobbiamo affrontare la situazione del diciottesimo turno dobbiamo farlo perché non possiamo perdere la Sevel che quest’anno ha avuto una crescita del 30% e non possiamo mettere a rischio lo stabilimento di Sulmona”. “E’ chiaro che abbiamo difficoltà a causa di una cattiva gestione interna che non è compatibile con i lavoratori ed è causa di malcontento – afferma Roberto Pizzacalla, della Uilm – Ma c’è anche un investimento di 9 milioni di euro e tutti gli operai in cassa integrazione rientreranno a lavoro dal primo di giugno, abbiamo rinforzato la manutenzione che era stata smantellata. Stiamo cercando di ottimizzare la questione dei diciotto turni”.