SCRUTATORI, PANTALEO DEL MONACO SINIBALDI “ECCO COME STANNO VERAMENTE LE COSE”

“In riferimento ” all’operazione verità”, sostenuta con fervore dalla coalizione “La città che vogliamo” e dal suo esponente politico di rilievo Alessio Di Masci, è bene portare all’attenzione dell’opinione pubblica, l’intera documentazione, e non solo una parte, come strumentalmente è stato fatto per avere a tutti i costi ragione.” É l’incipit del comunicato a firma di Alessandro Pantaleo, Daniele Del Monaco e Mario Sinibaldi che replicano e precisano. “14 aprile 2014, i Consiglieri Pantaleo, Sinibaldi, Ciampaglione, scrivono alla Prefettura dell’Aquila, l’organo competente in materia ( l’esperto Di Masci dovrebbe certamente saperlo), per dare seguito all’ordine del giorno, fatto proprio dal Sindaco Ranalli e non deliberato direttamente dal Consiglio come sostenuto, funzionale alla scelta degli scrutatori tra le categorie svantaggiate.
Il Viceprefetto Vicario, Dott. Giuseppe Guetta, oggi commissario prefettizio a palazzo San Francesco e paladino del sorteggio degli scrutatori, così rispondeva: “Con riferimento alla nota pervenuta a questo ufficio in data 14 Aprile 2014 relativa all’oggetto, segnalo che la nomina degli scutatori è regolamentata dalla legge 8 marzo 1989,n.95,come modificata dall’art. 3 quinquies del dl 3 gennaio 2006 n.1 nel testo integrato dalla relativa legge di conversione”.Ossia indicava la modalità disciplinata dalla legge ordinaria che contempla la nomina diretta degli scrutatori.E ancora : “Al riguardo evidenziato che gli art. 1 e 3 della L. 95/89 enunciano i requisiti indispensabili per essere nominati scrutatori di seggio, non prevedendo altro per quanto riguarda la nomina degli scrutatori da parte della Commissione Elettorale Comunale”.

Di conseguenza “l’operazione verità” si attesta ancora una volta come un’ operazione bugia! Ma non c’è da meravigliarsi considerati gli arruolati nelle fila dell’ex sindaco Di Masci, in cui spiccano personaggi molto noti alla politica sulmonese, che poco hanno dato in termini di trasparenza alla città. Al contrario si sono caratterizzati per pratiche di “insabbiamento” e clientelismo da far invidia alla Prima Repubblica…ops! Il candidato è stato uno degli esponenti di rilievo della città durante gli anni della Prima Repubblica avvantaggiandosi dei privilegi dell’epoca. Tutte queste argomentazioni strumentali sono messe in campo appositamente per evitare il confronto sui contenuti che più dovrebbero interessare i nostri cittadini.
Ci fa sorridere, infatti, leggendo il programma elettorale depositato dall’ex sindaco Di Masci, che si voglia “rimettere mano” alla macchina amministrativa che lui stesso ha contribuito a rendere inoperosa; che si parli di una nuova classe dirigente quando proprio lui è stato in grado di oscurare il figlio, consigliere uscente, anche se questo non rappresenta un danno ma un sollievo per l’assise comunale. Ci fa davvero sorridere, poi, uno dei suo slogan “Adesso lavoriamo per un futuro migliore”. Finalmente, l’ex sindaco Di Masci, “adesso” si è accorto di aver lavorato, ben 46 anni, per un futuro peggiore, materializzato nel presente drammatico che oggi viviamo.La città che vogliono ricca di “gente di esperienza” avrebbero dovuto farla ben trent’anni fa, e per questo chiediamo ai cittadini di voltare, per sempre, pagina”

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