NOMINA SCRUTATORI, LA REPLICA DI DEL MONACO PANTALEO E SINIBALDI

Riceviamo e pubblichiamo la replica dei tre candidati consiglieri componenti della commissione elettorale, Alessandro Pantaleo, Daniele Del Monaco e Mario Sinibaldi,  sulla polemica riguardante la nomina degli scrutatori.

“In merito alla nomina degli scrutatori, la lista  “La Città che vogliamo” ci ha accusato di “speculazione elettorale”. Aldilà della circostanza che appare paradossale che la critica venga formulata da personaggi che, per anni , hanno fatto parte della Commissione elettorale  procedendo alla nomina di eserciti di scrutatori, è opportuno preliminarmente chiarire che il Comune di Sulmona (per evidente responsabilità di chi lo ha governato in questi decenni)  è sprovvisto di specifici regolamenti  che derogano la legge ordinaria , la quale prescrive la nomina diretta degli scrutatori. Allo stesso tempo, appare quantomeno  singolare la posizione del  Dott. Guetta, oggi paladino dell’ imparzialità, quando solo l’anno scorso il suo ufficio, quello della Prefettura, in risposta ad una nostra richiesta (con la quale chiedevamo la scelta degli scrutatori tra disoccupati/inoccupati ed in base al reddito Isee), ci rispose di attenerci a quanto previsto dalla legge, ossia alla nomina diretta degli scrutatori. Dunque, nessun illecito o atto poco chiaro, ma esclusivamente  una decisione che vien fuori dall’idea che il sorteggio, scevro da qualsiasi limitazione reddituale o di status occupazionale, non sia affatto  un metodo equo di giustizia sociale, considerando peraltro  che l’albo degli scrutatori è stato formato diversi anni or sono e che lo stesso contempla tante persone che non versano affatto in condizioni reddituali precarie. Nondimeno, apprezziamo la crociata portata avanti dalla “Città che vogliamo”, che annovera tra le sue fila personaggi che hanno tutt’altro che  brillato per trasparenza in ambito amministrativo, ma che, in occasione della campagna elettorale, evidentemente hanno subito  un lavacro purificale ed hanno avuto modo di ravvedersi. La città che vogliamo  noi e che auspica la stragrande maggioranza dei sulmonesi , è una città dove vi sia trasparenza sulle assunzioni dei dipendenti comunali, dove vi siano procedure chiare sugli affidamenti e sugli incarichi, dove vi sia un nuovo regolamento sulle case popolari. In sostanza, una Città governata sulla base delle regole dettate dall’ordinamento e non, come avvenuto nel recente passato,  sulla scorta delle relazioni intrattenute con omuncoli politici che, per la  loro  sommaria e spregiudicata visione della pubblica amministrazione,  hanno funestato e  sperano di continuare a funestare  la vita del Comune di Sulmona. La città che vogliamo noi è quella caratterizzata da una campagna elettorale in cui si confrontano idee e programmi e non si utilizza il personale dipendente del Comune  come organo di supporto ad una fazione. Inoltre, Sulmona versa in una tale condizione di disagio economico che le forze in campo in questa campagna elettorale  dovrebbero astenersi da promesse chimeriche, mirate unicamente a speculare sul bisogno e, in molti casi,  sulla disperazione della gente. Al riguardo è  moralmente e giuridicamente inaccettabile che si promettano centinaia di posti di lavoro in fantomatici insediamenti industriali o si continui a promettere improbabili assunzioni alle dipendenze del Comune. Pur volendo tralasciare la grossolana “bufala” delle minacce perpetrate ai danni di taluni candidati (a proposito a che punto sono le indagini della Digos?), il dato rilevante è  che il prof. Di Masci si stia avventurando in una campagna elettorale palesemente vuota di contenuti e piena, invece, di demagogia e … procurati allarmi. Parafrasando il grande Principe De Curtis, ci vien voglia di dirgli: “ma ci faccia il piacere”.