AMANTE E STALKER PROSCIOLTA: NON ERA CAPACE DI INTENDERE E VOLERE

Aveva ordito vendette a lungo, prendendosela con l’amante, la moglie, le sue proprietà, fino ad arrivare al punto di annegare un cucciolo di cane che il suo amante aveva lasciato nel suo terreno, alla periferia di Pratola Peligna. Ieri, il giudice per le udienze preliminari ha prosciolto Leontina Brandolini, 44 anni, di Pratola Peligna, dalle accuse perché al momento dei fatti, era incapace di intendere e di volere. La donna è stata assistita dall’avvocato Alessandro Margiotta, il quale fin dal’avvio del procedimento giudiziario, aveva sostenuto che l’accusata non era in grado di capire cosa stesse facendo, quando metteva in atto vessazioni e reati nei confronti del suo amante, un uomo sposato, anche lui di Pratola Peligna. Dure le accuse a carico della donna: tentata estorsione, danneggiamenti, atti persecutori, percosse e uccisione di animali. Tutti reati che sarebbero stati commessi negli ultimi mesi e poi sfociati nell’arresto eseguito dai carabinieri nel novembre scorso. La vicenda giudiziaria ha preso le mosse dalla denuncia della coppia, sfibrata dalle continue angherie che avrebbe messo in atto la donna, dopo essere stata abbandonata dall’amante. L’indagata avrebbe addirittura ucciso un cucciolo di cane, di proprietà del suo ex, annegandolo in un fiume nelle campagne di Pratola.Nel giugno dello scorso anno, Leontina Brandolini era arrivata anche al compimento di altri atti come il sabotaggio dei lucchetti del cancello del terreno dei rivali, versandovi colla liquida, il taglio dei tubi dell’irrigazione del terreno, il danneggiamento dei lampioni dell’illuminazione della campagna di proprietà della coppia. In precedenza, sempre secondo le accuse raccolte dai carabinieri di Pratola Peligna, la donna avrebbe addirittura appiccato il fuoco alla capanna, alcova degli incontri con il suo amante.