TURNI PESANTI, OPERAI CHIAMANO IL TRIBUNALE DEL MALATO ANZICHE’ IL SINDACATO

Non hanno bussato alla porta del sindacato, ma a quella del Tribunale per i diritti del malato alcuni operai in forza allo stabilimento sulmonese Magneti Marelli, lamentando turni pesanti, in seguito alla modifica del sistema di turnazione attuato dall’azienda, chiamato “18 turni”.  Chiede un incontro ai vertici dell’azienda, il legale del Tdm, Catia Puglielli, dopo aver inviato inizialmente una lettera, nei giorni scorsi, per chiedere di valutare e rivedere l’applicazione delle disposizioni normative in merito ai risposi dei lavoratori, in virtù della tutela del diritto alla salute. Il Tribunale per i diritti del malato, intanto, conferirà incarichi a medici e figure specializzate al fine di valutare se e in che misura tale sistema possa incidere sulla salute del lavoratore. “In alcuni casi gli operai lavorano anche oltre sei giorni consecutivi senza riposo” racconta l’avvocato Puglielli, spiegando che il sistema sarebbe stato adottato previo accordo con i sindacati e specificando che i dipendenti “si trovano a svolgere un’attività lavorativa senza che sia garantito un adeguato riposo sia giornaliero che settimanale”. Spiega che “nonostante la possibilità delle deroghe, non è possibile chiamare un operaio a lavorare consecutivamente oltre i 6 giorni. Secondo i recenti ed affermati indirizzi giurisprudenziali il riposo dopo i sei giorni di lavoro consecutivi costituisce diritto irrinunciabile del lavoratore, garantito dall’art. 36 della Costituzione  e dall’art. 2109 cc.  Sebbene la legge consenta di stabilire collettivamente delle deroghe all’orario di lavoro nonché deroghe alla normativa sui riposi giornalieri e settimanali, tuttavia impone di attuare garanzie a tutela del lavoratore”. Aggiunge, infine, il legale che, secondo la circolare 8/05 del Ministero del Lavoro, “il  lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, ogni sette giorni, di regola coincidenti con la domenica. Il periodo di riposo settimanale deve essere cumulato con il riposo giornaliero, per un totale di 35 ore consecutive nelle ipotesi in cui il periodo di riposo sia individuato in 11 ore.”. Rivedere la normativa, dunque, è l’obiettivo da raggiungere.