SULMONA NON E’ UNA CITTA’ PER BAMBINI

Erba alta, cespugli, scivoli e altalene in abbandono, come d’altronde tutto il resto della città, tra buche e voragini sulle strade, giardini nel degrado e vie in balìa della sporcizia. Oggi appare così il piccolo parco giochi in via Togliatti, che continua a subire un destino “altalenante”, tra chiusure e riaperture a singhiozzo. Così proprio nei primi giorni di primavera, il giardino per i bambini è di nuovo chiuso. Scaduti, infatti, i termini del contratto per il custode, che vigila anche sul parco fluviale Daolio, il Comune è stato costretto ad apporre i lucchetti ai cancelli. Una situazione che provoca disagi ai piccoli e ai loro genitori e nonni, che non sanno dove poter trascorrere il tempo libero, quando il tepore primaverile invita ad uscire di casa e a giocare all’aria aperta. “Siamo costretti a girovagare con i bambini lungo i viali della zona o addirittura a restare in casa, incollati alla televisione” dicono i genitori rammaricati del fatto che in questa città continuano a mancare spazi dedicati al gioco dei bimbi, da piccoli campi di calcio, i “campetti” di un tempo ad aree verdi con giochi. Altrove, a cominciare dai paesi del circondario, esistono da anni giardini con i giochi che funzionano ininterrottamente. Un esempio quello che viene dalle cittadine e dai paesi del comprensorio che dovrebbe sollecitare Sulmona a trovare soluzioni stabili e non provvisorie e precarie. Insomma Sulmona non è una città per bambini. Ma proprio in questi giorni il commissario prefettizio, Giuseppe Guetta, ed i dirigenti comunali cercano una soluzione, reperendo i fondi necessari al fine di rinnovare il contratto per la custodia del parco giochi e del parco fluviale Daolio, restituendo ai bambini aree nelle quali giocare e divertirsi, per non annoiarsi nei lunghi pomeriggi di primavera e poi d’estate. Se non è una città a misura di bambino, come si può pensare di attirare e agevolare la vita di giovani famiglie?

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