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“FIERA DELL’ARTIGIANATO”, CRITICHE DA DMC E ASCOM “PENALIZZA E MORTIFICA LA CITTA'”

“Un’altra occasione persa per proporre la riscoperta del gusto e la valorizzazione del prodotto tipico e dell’artigianato, elementi che sono alcuni dei nostri punti di forza”. Commenta così in una nota Anna Berghella, presidente della Dmc Cuore dell’Appennino, criticando la “fiera dell’artigianato” che, organizzata da Cna, oggi si sta svolgendo nel centro storico di Sulmona.  Critiche arrivano anche dal presidente di Ascomfidi-servizi Sulmona, il quale non usa mezzi termini, la definisce, infatti, “inopportuna”, “che danneggia la città e gli operatori”. Una fiera, secondo Mariotti, “nata per promuovere e valorizzare prodotti tipici e artigianato e che, invece, si è trasformata in un’ indegna esposizione, in pieno centro storico, di slip e chincaglieria varia. Tutto ciò avviene in un momento cruciale e strategico per il turismo e la promozione del territorio. Commercianti e operatori” aggiunge “attraverso Ascomfidi-servizi e Dmc Cuore dell’Appennino stanno cercando di fare un salto di qualità e queste iniziative così improvvisate non sono più tollerabili. Se Cna ha questo modo di agire può tranquillamente organizzare simili iniziative all’Aquila e dintorni. Sulmona non è terra di conquista. Finora” conclude Mariotti “sulla fiera odierna abbiamo registrato solo proteste da parte di commercianti, turisti e residenti del centro storico. Noi siamo pronti e aperti alla collaborazione, ma non possiamo prescindere dalla qualità”. Concorda la Berghella, sostenendo che  “se da un lato disponendo bancarelle indistinte di scarpe, bigiotteria e “pugliesità” non si tutela l’immagine della città, dall’altra non si sostengono la preziosità dei sapori e l’importanza delle tradizioni locali rappresentate dai nostri produttori e dai nostri artigianiLa nuova amministrazione” sostiene la presidente della Dmc “non potrà esimersi dall’aprire una riflessione profonda e concreta, che punti ad una visione più aderente all’ampio patrimonio cui una fiera può attingere, affinché possa realmente portare benefici in termini di qualità dell’offerta e di crescita economica delle piccole realtà, che vanno tutelate e incoraggiate. Limitare la provenienza dei prodotti da collocare negli stand, approvando esclusivamente quelli del nostro territorio, è una scelta che da sola non determina certezza nella qualità. Bisogna quindi creare una selezione, come si fa già da tempo in altre nazioni, concedendo un “patentino di qualità e territorialità” che, garantendo la filiera corta, immetta sul mercato solo materie prime di livello ed artigianato storico e caratteristico nonché formazione degli operatori. Si darebbe così un aiuto concreto”conclude ” con scambio di conoscenza e opportunità commerciale, ai tanti giovani che stanno tornando ad attività della terra, alla gastronomia locale e al piccolo artigianato, riscoprendo lo scrigno della nostra cultura e della unicità che tutti amano e che vorrebbero trovare nella nostra città”.