MADE IN ITALY, LA TRADIZIONE DEI SARTI PELIGNI RACCONTATA NELLA SERATA ROTARY
Un viaggio nel tempo e nella storia fino alle origini della moda italiana con la piacevole scoperta di sapere che lāAbruzzo e la Valle Peligna hanno recitato un ruolo fondamentale. Questo il filo conduttore della conferenza sul tema āLa tradizione sartoriale in Abruzzo: passato e presenteā, organizzata dal Rotary club di Sulmona in occasione della conviviale di marzo allāOvidius hotel, tenuta da Mauro Cianti, Ceo Don The Fuller, prestigiosa azienda abruzzese produttrice di jeans.Ā Lāazienda, sulle orme del dizionario italiano della moda e su altri scritti del giornalista Guido Vergani, sta lavorando a una ricerca dedicata al Made in Italy e non sono mancate piacevoli sorprese.Ā āIn Abruzzoā ha spiegato Cianti ālāattivitĆ sartoriale era giĆ molto diffusa nel Seicento, con botteghe di sarti in ogni piccola localitĆ . Questi artigiani erano in grado di realizzare abiti di pregioā. Tale attivitĆ ha subito una forte accelerazione negli anni Venti, quando stando alle ricerche della Don The Fuller, la Valle Peligna diventò uno tra i punti di riferimento. A Sulmona, infatti, erano presenti molti sarti e a Pratola Peligna era attivo uno stabilimento tessile che riforniva di tessuti le prime grandi case di moda. āNon bisogna dimenticareā ha sottolineato il Ceo Don The Fuller āche Augusto Caraceni, tra i sarti più famosi al mondo, nacque a Ortona (1893) dove sin da giovane insieme ai suoi fratelli apprese l’arte sartoriale dal padre Tommaso che aveva una sartoria in paese ma giĆ conosciuta in tutta lāAbruzzoā.Quando il musicista ortenese Francesco Paolo Tosti si trasferƬ a Londra cominciò a inviare i vestiti sartoriali dismessi ai suoi familiari e cosƬ il sarto Caraceni, smontandoli, capƬ come erano realizzati. Lo stile inglese cominciò a fondersi con la creativitĆ italiana.āUfficialmente il made in Italyā ha concluso Cianti ānasce a Firenze negli anni Cinquanta con la prima sfilata di moda, un settore in cui lāAbruzzo ha dato moltoā.Ā In occasione della conviviale, il presidente del Rotary cittadino Mario Pelino ha annunciato lāingresso di Cianti nel club. Il nuovo socio ĆØ stato presentato dal prefetto del club Antonio Ferrari Nasi. Non ĆØ mancato il momento della solidarietĆ con il Rotaract che ha venduto le uova di Pasqua, realizzate dallāazienda dolciaria sulmonese Palazzone, a favore del service distrettuale dedicato ricerca nel campo delle scienze mediche neurologiche. Il ricavato sarĆ devoluto alla Fondazione Neuromed.





