CulturaHome

LA PRIGIONIA DI GUERRA, IL CAMPO 78, LA FORMAZIONE DELLA LEGIONE CECOSLOVACCA: AL VIA MOSTRA DOCUMENTALE E SEMINARIO DI STUDI

La prigionia di guerra in Italia, la storia del campo di concentramento di Fonte d’Amore a Sulmona, la formazione della legione cecoslovacca (1915-1919) saranno protagonisti di un seminario di studi e di una mostra fotografica e documentale il prossimo 10 marzo nei locali dell’archivio di Stato a Sulmona, il prossimo 10 marzo, a partire dalle 9.30. A conclusione dei lavori, saranno resi gli onori alla memoria dei 387 prigionieri deceduti nel Campo di Fonte d’Amore, le cui spoglie sono tuttora custodite nel sacrario a loro dedicato nel cimitero sulmonese.

La mostra fotografica e documentale sarĆ  inaugurata contestualmente all’inizio dei lavori seminariali e sarĆ  visitabile fino al 31 agosto 2016. Il materiale esposto comprende documenti in originale conservati nella sezione sulmonese dell’Archivio di Stato e riproduzioni di documenti conservati negli archivi civili e militari. Per gentile concessione dell’Ateneo delle Scienze e delle Arti di Bergamo, saranno esposte alcune riproduzioni fotografiche relative alla presenza dei Legionari nel Campo di Fonte d’Amore durante la Prima guerra mondiale.

Il seminario

In occasione delle celebrazioni della Grande Guerra e in vista del Centenario della dichiarazione d’Indipendenza della Cecoslovacchia (28 ottobre 2018), saranno presentati i primi risultati di una ricerca, tuttora in corso, sul Campo di Concentramento per prigionieri di guerra a Fonte d’Amore e sulla Legione Cecoslovacca. Oltre agli apporti di studiosi italiani, sono previsti diversi contributi da parte di ricercatori provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Repubblica Slovacca. Ā L’obiettivo di questo incontro ĆØ quello di evidenziare le cause e l’evoluzione della questione nazionale cecoslovacca, i rapporti tra la Legione e il Governo Italiano durante le fasi più concitate della Prima guerra mondiale e il ruolo del Campo di Concentramento di Fonte d’Amore nella formazione dei Legionari.

 

PROGRAMMAĀ 

Si comincerĆ  alle 9.30, con i saluti istituzionali, da parte diĀ Hana HubĆ”ÄkovĆ”, ambasciatore in Italia della Repubblica Ceca e di JĆ”n Å oth, ambasciatore in Italia della Repubblica Slovacca. L’incontro, moderato da Ā Enzo Fimiani, Direttore della Biblioteca Provinciale di Pescara, prevede, nella prima parte, incentrata suĀ “La nascita di un’idea: la formazione della Legione Cecoslovacca in Italia”,Ā l’intervento diĀ Francesco Caccamo, Professore di Storia dell’Europa orientale all’ UniversitĆ  degli Studi Chieti-Pescara, che relazionerĆ  suĀ L’Italia, la questione cecoslovacca e la Grande Guerra, diĀ Ā Jozef Å pĆ”nik , Consigliere, Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma,Ā Il Presidente TomÔŔ Garrigue Masaryk e le Forze armate cecoslovacche,Ā Petr Čížek , dell’ Associazione dei Legionari Cecoslovacchi, che parlerĆ  dell’L’equipaggiamento delle unitĆ  volontarie cecoslovacche in Italia tra il 1917 ed il 1918. Nella seconda parte: Ā Jana Croy, Museo di Arte Decorativa, Praga,Ā Un sacerdote ceco in guerra – L’eroico destino del cappellano militare P. Eduard Stumpf, Ā TomÔŔ Rusek, UniversitĆ  degli Studi di Opava (Rep. Ceca), L’eroe nazionale Jan Čapek, falcone (sokol) e legionario, e il Corpo volontario cecoslovacco. Alle 11, dopo la pausa, comincerĆ  la seconda parte: “La riscoperta del passato comune tra i Paesi Cechi (Boemia, Moravia e Slesia) e la Slovacchia”.,Ā Ferdinand VrĆ”bel, Ā Ā Istituto di Scienze Politiche dell’Accademia Slovacca delle Scienze,Ā Gli slovacchi nella Legione Italiana e la loro partecipazione nelle battaglie per la Slesia di Cieszyn (TeŔínsko) e la Slovacchia nel 1919.Ā Jan Lehner, Museo della Boemia Occidentale, Plzeň (Rep. Ceca),Ā I legionari cecoslovacchi della Boemia occidentale e il loro riscontro nelle collezioni del Museo della Boemia occidentale e del Museo di Dr. Bohuslav HorĆ”k,Ā Petr Brestovanský, Museo di Liberec e Fondazione Archa 13,Ā Il Campo di Prigionia della Prima guerra mondiale di Liberec (campo di internamento per prigionieri italiani e russi).

SarĆ  dedicata a “Sulmona e il Campo di Concentramento di Fonte d’Amore nelle testimonianze archivistiche” la sessione successiva, in cui interverranno:Ā Roberto Carrozzo, Sezione di Sulmona dell’Archivio di Stato dell’Aquila Ā che parlerĆ  di “Il 1915 a Sulmona. Tra terremoto ed entrata in Guerra”,Ā Mario G. Salzano, UniversitĆ  degli Studi di Teramo, che relazionerĆ  su “Il Campo di Concentramento per prigionieri di guerra di Fonte d’Amore e la Legione Cecoslovacca. La conclusione dei lavori ĆØ prevista per le 12.30.

 

Dalle 14 alle 14.45 Visita all’ossario che conserva i resti dei soldati e prigionieri cechi e slovacchi e successivamenteĀ visita all’ex Campo di Concentramento per prigionieri di Guerra di Fonte d’Amore.

 

 

Il contesto storico di riferimento: Sulmona e i prigionieri di guerra austro-ungarici tra il 1916 ed il 1920

Il 20 gennaio del 1916, a Sulmona, in localitĆ  Fonte d’Amore, iniziò la costruzione di un campo per il concentramento dei prigionieri di guerra; uno dei 108 luoghi di internamento sparsi sul suolo nazionale che, come quello della vicina cittĆ  di Avezzano, risultò essere, per estensione, capienza e funzioni, tra i più importanti d’Italia. Secondo il progetto degli addetti del Genio militare, sia il campo di Fonte d’Amore che quello del capoluogo marsicano avrebbero potuto ospitare fino a diecimila prigionieri e oltre un migliaio di soldati italiani addetti ai servizi di guardia. Tra il 1916 ed il 1919 a Sulmona transitarono diverse migliaia di soldati appartenenti ai gruppi nazionali che costituivano l’Impero della Duplice Monarchia. Secondo i dati anagrafici dei 387 prigionieri deceduti a Sulmona, di cui la quasi totalitĆ  nell’infermeria del campo di Fonte d’Amore, ĆØ stato possibile tracciare un profilo, seppur provvisorio, degli internati che in quegli anni occuparono le baracche ai piedi del Monte Morrone. Oltre alle nazionalitĆ  più rappresentate per numero di prigionieri internati, come nel caso dei cechi, degli ungheresi e dei romeni, al campo di Fonte d’Amore furono rinchiusi: slovacchi, bosniaci, sloveni, galiziani dell’Europa orientale, soldati provenienti dalla Bucovina, polacchi, austriaci e tedeschi. I prigionieri di Fonte d’Amore rappresentavano almeno 12 differenti comunitĆ  linguistiche, e un ricco patrimonio etno-confessionale; oltre alla religione cristiano-cattolica, la più rappresentata per numero di credenti, ĆØ stata accertata la presenza dei fedeli di rito cristiano-ortodosso, dei protestanti, dei musulmani, di ebrei, e di alcuni movimenti cristiani particolari come l’Unitarianismo.

I Legionari Cecoslovacchi a Fonte d’Amore

Dall’8 al 10 aprile 1918, a Roma, in una delle sale del Campidoglio, si tenne il Congresso delle nazionalitĆ  oppresse dell’Impero Austro-ungarico. Il risultato più importante scaturito dall’incontro romano fu ufficializzato il successivo 21 aprile con la ratifica del Patto di Roma; secondo le clausole degli accordi, il Ministero della Guerra italiano riconosceva ufficialmente alla costituenda Legione Cecoslovacca lo status di esercito co-belligerante nella guerra comune contro l’Impero Austro-ungarico. La Legione fu fondata con lo scopo di combattere al fianco dei soldati italiani per lĀ“indipendenza di quei territori che avrebbero costituito la futura Repubblica di Cecoslovacchia, Stato comune dei cechi, degli slovacchi e di altri gruppi nazionali della Regione. Dal mese di febbraio del 1918 fino alla ratifica dei Trattati di Pace, i prigionieri di nazionalitĆ  ceca e slovacca furono accolti principalmente nel campo/deposito di Fonte d’Amore a Sulmona. Qualche mese prima, il Campo era stato scelto come ā€œdepositoā€ per il reclutamento, l’addestramento e lo smistamento dei prigionieri cechi e slovacchi che avrebbero dichiarato la propria lealtĆ  alla causa nazionale per l’indipendenza della propria patria, pur conservando alcuni settori per gli altri internati comuni. Durante l’estate del 1918, a Sulmona fu censita la presenza di circa 7700 prigionieri; tra questi, molti furono coloro che decisero di arruolarsi nella Legione Cecoslovacca. La collaborazione tra l’Esercito regio italiano e le due divisioni militari che nacquero dall’esperienza dei Legionari contribuƬ in maniera decisiva alla nascita della Cecoslovacchia, avvenuta ufficialmente il 28 ottobre del 1918, in seguito alla solenne dichiarazione d’Indipendenza celebrata a Praga.

Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā  Ā Ā Ā (Sintesi storica a cura di Mario G. Salzano)

Ā