IL TESORO NASCOSTO CHE L’EX ASSESSORE GOTI TIRA FUORI DAL CASSETTO (video)
Un tesoro nascosto quello che l’ex assessore ai Lavori pubblici, Stefano Goti, ha tirato fuori questa mattina dal cassetto. Un elenco dettagliato delle opere pubbliche realizzate e di quelle da realizzare, già finanziate, e altre ancora delle quali manca solo la copertura finanziaria. Circa 50 milioni di euro tra quelle concluse e quelle già coperte, quasi 20 milioni per quelle che necessitano di fondi e sui 70 milioni di euro per quanto riguarda i finanziamenti privati e pubblici per le opere del dopo terremoto. “Non sono bravo in comunicazione ma mi piace lavorare sodo per ottenere risultati e questo ho fatto in questi due anni e mezzo cercando di pensare alla città e non a rendere noto quello che è stato fatto, ora lo voglio fare per zittire tutti quelli che ci hanno accusato di non aver combinato nulla” ha detto Goti. Tra le opere concluse il contratto di quartiere, l’adeguamento sismico di palazzo Annunziata, gli impianti sportivi dell’Incoronata, l’agibilità dello stadio Pallozzi, la riapertura del Teatro Caniglia, del Piccolo teatro e del parco fluviale e ancora il miglioramento della sicurezza stradale, il convento di S.Caterina che sarà sede dello Spazio Ovidio e il progetto scuole sicure per l’istituto Masciangioli. L’ex assessore ha poi elencato le opere già provviste di fondi per le quali c’è solo da tagliare il nastro: l’adeguamento sismico delle scuole Masciangioli, Serafini, Lombardo-Radice, Lola Di Stefano, Capograssi e scuole materne di Bagnaturo, l’asilo nido in bivio Badia, il palazzo Pretorio, Liceo scientifico, il collettore turistico con fondi Fas, il nuovo plesso scolastico in via XXV Aprile, il costone di via Turati, l’Abbazia celestiniana, con il masterplan e la variante all’ex ponte di via Gorizia. Dopo l’elenco sulle opere pubbliche Goti non ha escluso un suo futuro impegno al servizio della città, spiegando che la fine anticipata dell’amministrazione Ranalli è stata provocata dai troppi no che il sindaco ha detto a chi voleva imporre cose che non potevano essere fatte, a progetti spinosi come la centrale Snam, la battaglia per il punto nascita e la riorganizzazione della macchina amministrativa e proprio su questo punto Goti ha insistito. “Quando siamo arrivati nel 2013 abbiamo trovato problemi con uffici che non funzionavano, gare che non si facevano, solo tanta confusione, tutto in disordine, si svolgevano attività solo di ordinaria amministrazione, insomma era tutto bloccato per colpa della struttura, noi invece abbiamo cercato di rimettere ordine alle cose facendo si che ci fossero professionalità che si occupassero della programmazione e altre dell’ordinarietà, un progetto semplicissimo che avrebbe dato risultati importanti e che qualcuno ci ha impedito di portare a termine”. Goti, dopo aver ricordato di essere un iscritto al Pd, “anche se l’ho fatto via internet”, insieme all’ex sindaco e ad altri amici con i quali ho condiviso questa avventura amministrativa, ha concluso ribadendo: “Resto a disposizione della città e di chiunque avrà bisogno della mia collaborazione e professionalità”.



