RIAPERTA LA PORTA DEL PD ED E’ SCONTRO. C’E’ GIA’ ARIA DI CAMPAGNA ELETTORALE
La porta del circolo cittadino Pd, trovata sbarrata due giorni fa, ieri pomeriggio è stata riaperta, per un’assemblea degli iscritti, autoconvocatisi. Quell’assemblea rinviata dopo che un’ottantina di iscritti aveva trovato la serratura cambiata, su ordine, dicono, del segretario regionale Marco Rapino. Ma l’assemblea è arrivata a conclusione nella penombra, perché anche i cavi dell’energia elettrica sono stati tagliati e quindi la sede del partito, sebbene riaperta, è rimasta senza luce. La tensione è assai alta, per questo episodio. E tra i dimasciani da una parte e il resto del partito dall’altra, a sostegno delle direttive che vengono dal segretario regionale del partito, è scontro aperto, con il rischio che la querelle possa risolversi addirittura a colpi di carta bollata. A tenere banco è stato l’ex consigliere regionale Bruno Di Masci che ha sollecitato gli iscritti a rimboccarsi da subito le maniche per una campagna elettorale che entra già nel vivo. L’ex consigliere regionale ha annunciato già per sabato prossimo una pubblica assemblea dedicata alla crisi, scaldando però i motori per la campagna elettorale. Convinti che si torni al voto il prossimo giugno. Di Masci senior poi ha ricostruito le tappe principali della crisi, respingendo le accuse piovute sul Pd sulmonese. “Il sindaco Ranalli e i suoi più stretti collaboratori hanno fatto tutto da loro – ha detto Di Masci – vorrei anche ricordare che in un incontro tenuto a Pescara, alla presenza del presidente della Regione, D’Alfonso, l’assessore regionale Gerosolimo è andato via annunciando al sindaco che non avrebbe fatto patti con lui”. Infine l’ex consigliere regionale ha raccontato che il sindaco aveva già in quel momento deciso le dimissioni, poi invece ha avuto un ripensamento, lasciando la città una decina di giorni senza giunta. Da parte sua, oggi pomeriggio, in un post su Facebook, il sindaco ha ricordato l’opera svolta dal presidente della Regione e dal segretario regionale Marco Rapino, per tentare di scongiurare una crisi irreversibile, garantendo che il sindaco potesse giungere a conclusione del suo mandato.



