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PORTE SBARRATE AL PD, DI MASCI: “UNA CADUTA DI STILE DEL SEGRETARIO RAPINO”

“E’ la fotografia della gestione della crisi da parte di Marco Rapino il fatto di far trovare la porta della sede di partito sbarrata ad un’ottantina di iscritti, che intendevano solo discutere di politica”. L’ex capogruppo consiliare Pd, Alessio Di Masci, accusa il segretarioĀ regionale del partito sul caso della serratura cambiata al portone della sede di corso Ovidio. Poi estende il discorso all’attuale momento. “Penso che quella di Rapino ĆØ stata una mancanza politica e soprattutto una caduta di stile, nei riguardi di un circolo che ha dato un forte consenso al segretario regionale e per numero di iscritti rappresenta uno dei circoli più virtuosi, dati di fatto che aggravano il significato dell’accaduto” prosegue Di Masci che respinge invece ogni accusa ritenuta solo strumentale sull’esito della crisi. “L’irresponsabilitĆ  non ĆØ stata nostra ma piuttosto di chi ha tenuto la cittĆ  quindici giorni senza una giunta – attacca l’ex capogruppo, riferendosi al sindaco Peppino Ranalli – cosƬ si ĆØ solo rischiato un commissariamento lungo, quando non esistevano più le condizioni di tenere in piedi un’amministrazione che su tanti problemi ĆØ andata avanti senza la condivisione del Pd”. Tra gli altri Di Masci ricorda la riorganizzazione della macchina comunale, l’assestamento di bilancio, Ā il piano economico di gestione, i lavori agli edifici scolastici, il ritorno dell’istituto tecnico “De Nino-Morandi” a Sulmona. “In tanti casi abbiamo anche votato senza totale condivisione, poi la decisione di staccare la spina, per coerenza con nostre convinzioni e privilegiando gli interessi della cittĆ  rispetto agli stessi interessi del partito” ha ricordato Di Masci, spezzando una lancia per l’assessore regionale Andrea Gerosolimo che “ha lasciato autonomia al suo gruppo consiliare, senza emanare ordini, come altri”, alludendo al segretario regionale del suo partito.