CRISI, RAPINO IMPONE SILENZIO E I FEDELI DEL SINDACO TENTANO SCALATA AL PD LOCALE

I fedelissimi del sindaco Giuseppe Ranalli, uniti nel gruppo Pronti per cambiare, studiano la contromossa per scongiurare una crisi senza sbocchi a palazzo S.Francesco. La loro ambizione è quella di correre alla riconquista del Pd cittadino, capovolgendo gli attuali equilibri a vantaggio del sindaco. Pronti per cambiare in effetti è gruppo formato da iscritti al Pd. Dal presidente del Consiglio comunale, Franco Casciani agli altri due consiglieri Valerio Giannandrea e Roberta Salvati. Intanto la consegna del silenzio segna il Pd, una quiete che non seguirebbe ma precederebbe la tempesta. L’incontro tra il segretario regionale del Pd, Marco Rapino, previsto ieri, non c’è stato. Nè con i dirigenti del Pd, né con il sindaco Giuseppe Ranalli. Ma Rapino ha dato la consegna del silenzio al sindaco e ai dirigenti cittadini del partito, imponendo loro di non rilasciare dichiarazioni sulla crisi aperta a palazzo S.Francesco. Segno di una tensione crescente e ormai ovunque palpabile. Il sindaco, non proprio in silenzio, però lavorerebbe in queste ore per ricomporre il quadro politico, fidando ancora nell’ipotesi di allargamento della coalizione verso il gruppo che unisce i consiglieri comunali vicini all’assessore regionale Andrea Gerosolimo. L’accordo gli consentirebbe un rimpasto della giunta comunale, accogliendo nell’esecutivo e alla presidenza del Consiglio comunale gli uomini scelti dal gruppo dell’assessore regionale. In bilico sarebbero l’assessore Stefano Goti e addirittura il presidente del Consiglio comunale, Franco Casciani. Il gruppo più fedele al sindaco invece punta a far rientro nelle file del Pd, inseriti in organi dirigenti, per capovolgere a loro favore gli equilibri interni al partito cittadino. Ma proprio al sindaco, che d’altronde è uomo del Pd, il segretario regionale ha intimato massima prudenza, vale a dire di non muoversi se non per decisioni condivise con il suo partito, evitando di rendere ancor più teso il clima del momento. Come pure l’idea di allargare la maggioranza, tenendo fuori il Pd, sembra proprio una chimera. E in questo caso nemmeno si concretizzerebbe l’ipotesi di una nuova maggioranza. Sui giochi in atto pesano poi anche gli orientamenti e gli accordi che vengono stipulati in campo regionale. Da non trascurare.

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