VACILLA LA POLTRONA DEL SINDACO E RAPINO VIENE IN MISSIONE DI PACE A SULMONA

Toccherà al segretario regionale del Pd, Marco Rapino, tornare a Sulmona per rimettere ordine nel circolo sulmonese e rinfrescare le idee, per fare chiarezza sugli ultimi casi che agitano il partito e soprattutto la maggioranza di palazzo S.Francesco, rischiando di precipitare tutti nel caos. Rapino, che già sabato scorso era “in missione” nel capoluogo peligno, tornerà in settimana per ricordare al sindaco Giuseppe Ranalli, esponente del Pd, che ogni accordo per nuove maggioranze, che comprendano eventualmente gruppi oggi all’opposizione, come quelli vicini ad Abruzzo Civico e all’assessore regionale Andrea Gerosolimo, dovrà essere concordato con gli organi locali, provinciali e regionali del partito stesso. In buona sostanza il segretario regionale del Pd, indossando il “casco blu” della missione di pace, preciserà al circolo sulmonese che nessuna fuga in avanti, nessuna dichiarazione televisiva, nessun post sui social potranno sostituire il normale iter di decisioni delicate come quelle finalizzate ad aprire una nuova stagione del centrosinistra sulmonese, dando via libera all’ingresso in coalizione di quei gruppi finora avversari del sindaco e nelle ultime elezioni regionali avversati soprattutto dai massimi esponenti del Pd cittadino. Questa mattina intanto i consiglieri comunali del Pd hanno disertato di nuovo la riunione di maggioranza, rendendo ancor più duro e conclamato lo scontro in atto con il sindaco Ranalli. L’assenza dal vertice di questa mattina è l’ennesima riprova che i dirigenti e rappresentanti democratici in Consiglio comunale non approvano fughe in avanti del sindaco e dei suoi più fedeli collaboratori senza percorrere la strada delle normali decisioni di partito. Non è tanto in discussione l’ampliamento della maggioranza, con accordi che possano unire le anime del centrosinistra fino alle future elezioni politiche e amministrative. In discussione è invece il metodo. Ma il metodo nasconde anche la sostanza. L’accordo coinvolge tutto un partito ed un assessore regionale e quindi difficilmente sarà fatto gestire da una lista civica, che conta anche iscritti al Pd ma non è il partito. Pronti per cambiare, gruppo cui appartiene anche il presidente del Consiglio comunale, Franco Casciani, però non intende rinunciare alla propria autonomia e rivendica piena paternità, ma non solo, al disegno di ampliamento della maggioranza. Pronti per cambiare, che sembra parlare a due voci, con o senza il Pd, a seconda della convenienza, usa la metafora di voler “rompere gli schemi”, rischiando però di rompere anche la maggioranza. Sullo sfondo di questo scenario, già abbastanza animato, si muovono anche i dirigenti comunali che soffiano sul fuoco del disagio verso il sindaco, minacciando denunce e querele con il vero scopo di bloccare il progetto di riorganizzazione della macchina amministrativa in gestazione a palazzo S.Francesco.