ANCORA NON PUO’ ACCEDERE ALLE TERAPIE, IL CALVARIO DI UN DISABILE

“Andremo in Procura”. E’ quanto ha annunciato questa mattina in conferenza stampa l’avvocato Catia Puglielli, legale del Tribunale dei diritti del Malato, che da tempo si sta occupando del caso di un disabile sulmonese (affetto da ritardo mentale) il quale, dopo mesi di attesa e un provvedimento di riammissione alle terapie riabilitative da parte del Tribunale di Sulmona, ancora non può sottoporsi alle cure. Una storia cominciata quasi un anno fa, quando il paziente lo scorso gennaio dovette cessare la riabilitazione nella struttura semiresidenziale per adulti di San Francesco, in quanto dichiarato fuori setting; cioè, secondo la Asl (ex articolo 26) non avrebbero diritto alla riabilitazione coloro che non possono migliorare nella loro disabilità.  Dopo il ricorso presentato d’urgenza, ottenne il riconoscimento al diritto ai cicli di riabilitazione, con ordinanza del 24 aprile scorso firmata dal giudice del Tribunale di Sulmona che condannò la Asl 1 a pagare le spese e al reintegro dell’uomo. Successivamente la Asl presentò un reclamo, che lo scorso 25 novembre il giudice del Tribunale di Sulmona ha dichiarato inammissibile. “Avevamo affrontato questo caso di un disabile che ha necessità di sottoporsi a terapie riabilitative per mantenere il proprio stato di disabilità, per non peggiorare” ha spiegato il legale “Abbiamo agito d’urgenza per ottenere un provvedimento che lo reintegrasse nella struttura di Sulmona, ma, nonostante la vincita del ricorso, il disabile ad oggi ancora non può sottoporsi alle cure. I familiari ci hanno riferito che secondo la struttura mancherebbe l’autorizzazione della Asl per permettere il suo reintegro” ha precisato l’avvocato Puglielli, la quale ha annunciato che “di fronte a questa situazione e al diniego di ottemperare un provvedimento giudiziario ci rivolgeremo alla Procura presentando un esposto per omissione di atti di ufficio affinchè accerti le responsabilità”.

Il responsabile del Tdm, Edoardo Facchini, ha, invece, riacceso i riflettori sulla situazione riguardante la carenza di medici nell’ospedale, sottolineando il caso del reparto di urologia in cui “Due medici sono in malattia, al momento in servizio ne sono solo due di cui uno arriva da Avezzano ogni tanto” afferma Facchini,  evidenziando la necessità di incremento di personale medico, pensando alle conseguenze per i pazienti e soprattutto alle sorti a rischio del reparto stesso.