VIOLENZA DONNE, NON DIMINUISCONO I NUMERI DEL DRAMMA

I numeri del brutale e drammatico fenomeno della violenza sulle donne non diminuiscono nel centro Abruzzo. Nel 2015 sono 31 segnalazioni  e 30 donne (età media 35 anni, la più giovane 18) nel centro antiviolenza “La Libellula” (sportello di ascolto con consulenza psicosociale e legale per donne vittime di violenza istituito nel 2008 dalla Comunità Montana Peligna), gestito dalla cooperativa Horizon Service, che si occupa anche della Casa delle Donne (unica struttura di accoglienza temporanea protetta in Abruzzo, che quest’anno compie dieci anni).  In occasione della giornata internazionale della lotta contro il dramma che lede fortemente la dignità del gentil sesso (istituita nel 1999 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite in memoria dell’assassinio (1960) delle tre sorelle Mirabal, esempio di donne rivoluzionarie contro il regime dittatoriale della Repubblica Dominicana), a fare il punto della situazione, tra attività di aiuto, sostegno, solidarietà e ascolto, sono stati questa mattina, in conferenza stampa nell’aula consiliare, la vicesindaco Luisa Taglieri, insieme a Gennarino Settevendemmie, presidente della Horizon, a Liliana Caravelli, Laura Di Nicola psicologhe e componenti della cooperativa, e Gianluca Giammarco del Confettificio Pareggi, il quale ha parlato dell’iniziativa di solidarietà avviata dalla sua azienda: metà del ricavato  di tre tipi di bomboniere, fiori di confetti con il simbolo del centro antiviolenza, sarà devoluto alla struttura peligna. I manufatti saranno realizzati dalle donne ospiti le quali avranno, dunque, la possibilità di poter avere una piccola indipendenza economica.

foto2

“In dieci anni sono state  119 richieste di ingresso di donne sole o con figli e abbiamo avuto la possibilità di ospitare 32 donne e 37 minori allontanate dal proprio domicilio” spiegano orgogliosi di poter aiutare le donne vittime di violenza nel loro percorso di riappropriazione della vita quotidiana. Si tratta di luoghi con la porta sempre aperta, in cui le donne possono sentirsi parte integrante di un mondo, senza avvertire il senso di solitudine. Non vengono fornite soluzioni, ma viene offerto un sostegno specifico correlato da strategiche informazioni affinchè ogni donna possa trovare risposte adeguate alla sua persona e alla sua situazione, così da recuperare la propria autostima e poter essere reinserita nella società e nel lavoro.

Dal 2008 sono 203 le donne che si sono rivolte al centro “La Libellula” per essere ascoltate, per ricevere sostegno psicologico, sociale e legale e avere informazioni nella soluzione dei loro problemi. Il 70%  risiede nella Valle Peligna, mentre  l’11% nell’Alto Sangro e  il restante 19% nelle altre zone abruzzesi. Più della metà (52%) ha Diploma di Scuola Media Superiore, il 33% ha conseguito la Licenza Media e il 15% è laureata. Solo il 30% lavora, la il 47% è disoccupata, il 19% lavora “in nero” e il 4% studia. La violenza proviene nell’84% dei casi dal proprio partner o ex partner, nell’8% la violenza è agita da un altro familiare o da un conoscente, mentre un altro 8% la violenza è commessa da persone estranee. Le tipologie di violenza sono le più svariate: nell’84% dei casi si tratta di violenza psicologica, il 63% delle volte è violenza fisica, nel 37% dei casi si tratta di violenza economica e il 30% dei casi è una violenza sessuale.

Un fenomeno questo purtroppo troppo spesso taciuto da parte delle vittime, rese fragili e umiliate, private anche della dignità che le spingerebbe a tirar fuori forza e coraggio per denunciare il proprio dramma.

foto1 foto3

“Questi dati dimostrano come il fenomeno della violenza di genere, nonostante negli ultimi anni se ne parli di più rispetto al passato, sia ancora molto diffuso nella nostra società e nel nostro territorio” ha affermato Settevendemmie “In Italia una donna su tre subisce una forma di violenza, senza considerare i casi “sommersi”, che sicuramente abbiamo anche nel nostro territorio. I dati non sono per nulla confortanti, ma ci spingono a raddoppiare il nostro impegno quotidiano per la difesa della donna, sia a livello operativo e professionale, che a livello di informazione e sensibilizzazione. Queste giornate devono servire per fare il punto della situazione e per rilanciare tutte le iniziative necessarie per arginare la violenza di genere”.  Consapevolezza è la parola chiave secondo l’avvocato Taglieri, premendo sulla necessità di continuare a fare prevenzione, di premere soprattutto sulle donne giovani, sottolineando anche il ruolo che meritano ancora non conquistato dal genere femminile. “Per lo stalking e il femminicidio sono stati saliti gradini importanti”, continua la Taglieri in riferimento a norme e leggi “ma c’è ancora molto da fare, è necessario adottare più misure per prevenire la violenza sulla donna da parte di uomini che reprimono la libertà e spesso sopprimono quello che chiamano il loro amore: la loro moglie, compagna, donna”.

foto0

VIOLENZA1