LAVORI POST TERREMOTO: 70 INDAGATI A BUGNARA PER FALSO E TRUFFA ALLO STATO

Sono settanta, tra tecnici, titolari di ditte e proprietari di abitazioni, gli indagati per i lavori del dopo terremoto eseguiti a Bugnara. Le ipotesi di reato, formulate dalla Procura della Repubblica di Sulmona, sono quelle di falso e truffa ai danni dello Stato. L’inchiesta della magistratura mira a fare luce su oltre cento schede che sarebbero state falsificate certificando lavori compiuti, per abitazioni classificate di tipo A, che non corrisponderebbero ai danni realmente subiti dagli immobili ristrutturati. Molti proprietari di immobili avrebbero ottenuto contributi intorno ai diecimila euro, per danni effettivi quantificabili in somme assai più ridotte. L’inchiesta prese le mosse nel 2011, quando uomini della Guardia di Finanza acquisirono un centinaio di atti nel municipio di Bugnara, sospettando irregolarità nei lavori del dopo terremoto. Per questo motivo le Fiamme gialle, subito dopo l’avvio dell’inchiesta, bloccarono l’erogazione di 150mila euro dei 600mila stanziati per immobili ad uso abitativo di tipo A. Al momento dell’avvio dell’inchiesta – come racconta Il Messaggero di questa mattina –  quattro anni fa, avvisi di garanzia vennero recapitati anche al sindaco Giuseppe Lo Stracco, al vice sindaco Domenico Taglieri, al tecnico comunale Antonio D’Angelo e ad altri quattro tecnici esterni, alcuni dei quali destinatari di avviso di garanzia anche in questo secondo filone d’inchiesta. Il Comune però in questa secondo filone d’inchiesta sarebbe parte lesa, in quanto le false certificazioni avrebbero indotto in errore i tecnici comunali.

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