CASO COLABRESE, SALMA SARA’ RESTITUITA ENTRO UN MESE. AVVOCATI FAMIGLIA: INCREDIBILI LE VERSIONI DELL’AMICO

Nuovo sopralluogo ieri nel bosco di Canarbino dove venne ritrovato il cadavere del giovane sulmonese Giuseppe Colabrese. Gli inquirenti hanno ricomposto la salma del giovane che venne ritrovata in quel bosco da un gruppo di cacciatori. Sotto il fogliame e la terra in quel luogo sono stati ritrovati altri resti del giovane ucciso. Entro un mese, ultimati gli accertamenti in corso, la salma sarà restituita ai familiari per la sepoltura. Intanto continuano a suscitare perplessità le versioni offerte dal ventunenne Francesco Del Monaco, il sulmonese amico di Giuseppe che per ultimo lo avrebbe visto vivo.”Troppe contraddizioni affiorano nelle sue dichiarazioni” commenta l’avvocato Alessandro Rotolo, che rappresenta la famiglia Colabrese. Nella seconda versione dei fatti offerta da Del Monaco colpisce soprattutto il particolare che Giuseppe gli avrebbe affidato il suo borsone, contenente sostanza stupefacente, da portare a destinazione. Sarebbe stato quello lo scopo del viaggio di Giuseppe dall’Abruzzo alla Liguria. “Inoltre non si sa dove sia finito il cellulare appartenuto a Giuseppe – sottolinea l’avvocato – difficile pensare che sia rimasto nel borsone”.  Per questo l’avvocato Rotolo definisce “incredibile” la versione data da Del Monaco.  Anche i familiari di Giuseppe respingono quella versione. Dopo lo zio anche i cugini del giovane ucciso ritengono “impensabile” e “assurdo” che il loro congiunto possa essere stato un corriere della droga. “Tutti i familiari e amici di Giuseppe respingono nel modo più assoluto queste ipotesi – dichiara l’avvocato Federica Benguardato – Giuseppe non faceva uso di droga e men che meno ne sarebbe stato un corriere”.

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