OSPEDALE UNICO, POPOLI PENSA PER SE’. MINORANZA SULMONA: “OCCASIONE PERSA”

Un’occasione persa per mettere a punto l’idea della fusione degli ospedali di Sulmona, Popoli e Castel di Sangro, secondo la minoranza di palazzo San Francesco che punta il dito contro il sindaco del capoluogo peligno per non aver agito, come da mandato dell’assise civica sulmonese, sulle municipalità sangrino e popolese, isolando di fatto Sulmona e lasciandosi scappare la possibilità di un ospedale unico. Critiche e constatazioni che i consiglieri Luigi La Civita, Gianfranco Di Piero e Alessandro Lucci riservano all’amministrazione comunale, dopo aver partecipato alla seduta del Consiglio comunale straordinario dedicato alla sanità, che si è tenuto venerdi sera a Popoli, in un’affollata sala al Musp, tra cittadini e amministratori, in cui è intervenuto l’assessore regionale Donato Di Matteo. Una seduta convocata per presentare da parte del sindaco Concezio Galli e dei suoi assessori un piano per salvare il Santissima Trinità alla luce del decreto Lorenzin che prevede la chiusura di strutture con meno di 120 ricoveri. La proposta popolese consisterebbe, dunque, nel considerare il presidi come un’aggiunta al Santo Spirito di Pescara (stessa Asl), al fine di decongestionare il nosocomio più grande ed eliminare doppioni.

Ecco, dunque, che i consiglieri comunali sulmonesi attaccano sottolinando l’assenza dei vertici della Giunta Ranalli alla riunione in cui la discussione “è stata orientata unicamente alla salvaguardia dell’ospedale di Popoli” e “solo a seguito degli interventi dei consiglieri La Civita e Di Piero (unici rappresentanti della municipalità sulmonese presenti insieme il consigliere Lucci), si è riusciti a far inserire nella deliberazione e solo in via secondaria e subordinata, l’opzione per il presidio ospedaliero unificato del Centro Abruzzo”. 

Si scaldano Di Piero, La Civita e Lucci, i quali ricordano che nella seduta del 4 agosto scorso, in aula consiliare a Palazzo San Francesco, il Consiglio aveva dato mandato a sindaco e assessori “di promuovere con la massima tempestività un’ utile azione di raccordo con le municipalità  afferenti ai presidi ospedalieri di Castel di Sangro e Popoli, allo scopo  di concordare una linea strategica comune da sottoporre alle competenti autorità regionali” per puntare “alla razionalizzazione e riorganizzazione di tutti i presidi che insistono sul territorio del  Centro Abruzzo ed essere  finalizzata alla creazione, in chiave di sinergia operativa e funzionale fondata su una rete di discipline specialistiche complementari e sulla rimodulazione di servizi,  di un  Presidio Ospedaliero Unificato del Centro Abruzzo”. Aggiunge la minoranza che  “ il mandato a suo tempo conferito al Sindaco e alla Giunta di agire sulle municipalità sangrina e popolese , peraltro con la raccomandazione esplicita della “massima tempestività”, è stato completamente disatteso e che la “Giunta del Territorio”, strombazzata in modo reboante nello scorso mese di luglio, si è rivelata l’ennesimo espediente di una politica fondata esclusivamente sugli annunci propagandistici,  priva di visione strategica ed unicamente ispirata dall’intento del “tirare a campare”. Commentano i consiglieri che “Resta l’amarezza di un’importante occasione perduta e la forte consapevolezza che l’isolamento cui la Città di Sulmona è stata,  di fatto,  relegata, rischia di pesare in termini decisivi e fortemente penalizzanti sull’ospedale e sulla sanità peligna, che si vede schiacciata dalle prescrizioni draconiane del  decreto emanato nello scorso mese di giugno dal Governo. Una valutazione ispirata a criteri di responsabilità e alla tutela della salute della popolazione, rende , a questo punto, assolutamente necessarie  nuove iniziative,  mirate a scongiurare gli effetti nefasti di una politica miope e fallace.”

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