VERTENZA 3G, SI MOBILITANO LE SENATRICI PELINO E PEZZOPANE

 

Sulla vertenza 3G, si mobilitano le senatrici abruzzesi, Paola Pelino (Fi)  e Stefania Pezzopane (Pd). La parlamentare  forzista chiede alla Regione di convocare in tempi rapidi un tavolo “per valutare ogni iniziativa che scongiuri la prevista riduzione di 102 lavoratori della 3G di Sulmona, interessati, insieme alle maestranze della sede operativa di Chieti, dalla decisione della società di avviare la relativa procedura”. La senatrice Pezzopane ha presentato  un’interrogazione parlamentare ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, ricordando che la societa’ 3G, che gestisce il call center in alcune citta’ italiane, tra cui Sulmona e Chieti ha annunciato 270 esuberi su un totale di 601 dipendenti. Solo a Sulmona, si parla di 102 esuberi tra staff e produzione; a Chieti su 26 addetti gli esuberi saranno 14. Una vertenza che si trascina da diverso tempo, ma che nelle ultime settimane si e’ aggravata. “Nel prossimo tavolo ministeriale previsto per il 5 ottobre, il ministero del Lavoro dovra’ attivare ogni possibile soluzione per tutelare le maestranze, individuando gli ammortizzatori sociali necessari sia per sostenere le eventuali uscite volontarie, sia per il sostegno al reddito, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali” aggiunge la senatrice Pezzopane “al ministro dello Sviluppo economico  ho chiesto di individuare un piano di interventi anche nella legge di stabilita’ per rilanciare il settore e di verificare nuove opportunita’ per salvaguardare i siti, coinvolgendo altre eventuali aziende”. Piena solidarietà viene espressa dalla vicepresidente del gruppo di Forza Italia al senato Pelino, rimarcando la “forte preoccupazione per una scelta che, in tessuto economico come quello del centro Abruzzo, mortificato da una grave e perdurante crisi economica, priverebbe molte persone della principale fonte di reddito. Mai come in questo momento occorre ragionare insieme a tutti gli attori istituzionali coinvolti per scongiurare ipotesi così penalizzanti per il territorio e la regione”.