PUNTO NASCITA, PAOLUCCI E SILVERI CONFERMANO: SLITTA LA CHIUSURA (VIDEO)

“Fino a quando a Sulmona non sarà creata un’adeguata rete di emergenza urgenza il punto nascita resterà aperto”. E’ quanto ha ribadito l’assessore regionale Silvio Paolucci oggi all’inaugurazione del nuovo presidio territoriale di cure primarie a Raiano (clicca).  “Non cederò mai alle strumentalizzazioni” ha affermato nell’intervista l’assessore, sottolineando che  “il tema è avere una rete di emergenza urgenza che dia risposta e sicurezza vera al cittadino”. Che esiste il diritto alla tempistica lo dice la legge, “anche se sono solo il 5% i parti che avvengono in situazione di emergenza” aggiunge Paolucci “Abbiamo già creato la rete di salvaguardia di mamma e bambino ad Ortona e altrove (clicca) e questo avverrà anche per Sulmona, ci stiamo lavorando”. Secondo il cronoprogramma stabilito dal direttore generale della Asl1 Giancarlo Silveri, la chiusura della Maternità a Sulmona era prevista per il 31 ottobre, termine che è stato “bloccato” dalla Regione anche alla luce dei tre parti d’urgenza che in pochi giorni sono accaduti nell’ospedale sulmonese.    Slitta, dunque, la soppressione, come ha confermato lo stesso manager ai nostri microfoni, dopo la sollecitazione dell’assessore regionale (clicca).    “Non conosciamo la data precisa della chiusura effettiva, posso solo dire che passerà ancora qualche mese. In questo lasso di tempo dovremo creare le condizioni per rispettare quanto stabilito dall’Agenas sui tempi di percorrenza e sulla tempestività dei soccorsi”. Che la chiusura del punto nascita nell’ospedale peligno è certa perchè “nella programmazione nazionale” lo ha rimarcato il direttore generale, affermando che a Sulmona oggi nascono solo 128 bambini all’anno e nell’intero comprensorio 450. “La mancanza di attività quotidiana del personale medico non aiuta la sopravvivenza del reparto. Nessuno ha dato i voti alla struttura di Sulmona” ha detto Silveri, evidenziando la scarsità di popolazione in un territorio in cui si nasce poco e molte delle donne residenti vanno a partorire in altri presidi ospedalieri. 

 

 

 PAOLUCCISILVERI1